Il mio alimento preferito

Il mio alimento preferito

Cari genitori, cari insegnanti, vi invitiamo a scoprire con i vostri bambini, il viaggio di un  cibo molto apprezzato dai piccoli: il cacao.

Partiamo da un semplice disegno dell’alimento preferito: il bambino dovrà descriverlo, esprimendo ciò che conosce in merito alla sua provenienza. Nel frattempo, utilizzando una cartina del mondo (carta di Peters) realizzata applicando la sagoma colorata dei vari continenti sopra un enorme foglio bianco, l’adulto spiegherà la  provenienza del prodotto, in questo caso il cacao, il suo percorso sino al raggiungimento dello scaffale di un supermercato. Si potrà arricchire la ricerca facendo realizzare ai bambini disegni, da incollare sulla mappa dei continenti, inerenti agli animali, le piante, le città di quella parte della terra. Infine, per personalizzare lo studio, ogni bimbo potrà preparare una cartellina con titolo ” sapori del mondo”, nella quale custodirà tutte le schede informative dei prodotti esotici esaminati insieme al genitore o all’ insegnante.

Per conoscere l’albero del cacao bisogna compiere un viaggio lontano e curioso, fino ad arrivare all’area definita “the cocoa belt” localizzata nei Paesi della fascia tropicale, in Africa occidentale (Costa d’Avorio, Nigeria, Congo, Camerun) e in gran parte dell’America Latina (centro e sud America). I frutti dell’albero di cacao (alto 12 metri) si chiamano “cabosse” ed il loro gusto varia a seconda del tipo di pianta, suolo, temperatura, sole e piogge. La pianta del cacao ha necessità di almeno cinque anni, perché possa dare i primi frutti. Ogni albero produce 20/50 cabosse all’ anno: ogni cabossa contiene dai 20 ai 40 semi o fave di cacao. Per ottenere un chilo di cacao sono sufficienti 10 cabosse. Il passaggio successivo è l’essiccazione delle fave al sole, dopo la loro raccolta con un machete e la loro fermentazione. Esposte all’aria aperta le fave vengono periodicamente girate, per poi confezionare i semi di cacao in sacchi di iuta per il consumo locale o per essere spediti verso le aziende produttrici del mondo. Prima di essere trasformati in cacao o cioccolato, i semi vengono tostati, assumendo il caratteristico colore del cacao. Si completa il gusto e si sviluppano gli aromi tipici del cioccolato. Dopo che i gusci vengono rimossi dai semi tostati, comincia la macinazione (così la granella è più fine) e l’esposizione ad alte temperature. Si genera allora il liquore di cacao usato per produrre il goloso cioccolato oppure, se ulteriormente lavorato, si ottiene il burro di cacao e la polvere di cacao: un golosissimo lieto fine.

Cosa sono i tuoi diritti?

Cosa sono i tuoi diritti?

I diritti umani sono quei principi che appartengono ad ogni essere umano dalla nascita e che possono permettere ad ogni individuo di vivere con dignità.

Ad esempio i diritti umani sono:
  • possibilità di studiare
  • disponibilità di cibo ed acqua
  • facoltà di sposare la persona che si ama
I diritti umani sono: 
  • diritti naturali: appartengono ad ogni persona dal momento della nascita
  • diritti universali: sono gli stessi per tutti gli individui del mondo (per tutti i bambini, le donne e gli uomini)
  • diritti inalienabili: nessuno può cancellare i diritti umani di una persona
  • diritti interdipendenti e indivisibili: essi devono essere considerati come un’unica cosa in quanto solo il rispetto di tutti i diritti umani insieme può garantire un’esistenza felice e sicura.
 
Cosa è la Dichiarazione universale dei diritti umani e quando è stata approvata?
La Dichiarazione universale dei diritti umani è un documento in cui si affermano in maniera ufficiale i diritti di tutte le persone del mondo.
È stata approvata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 10 dicembre 1948 nel Palais de Chaillot di Parigi (Francia)

Articolo 26

Articolo 26

  • Ogni individuo ha diritto all’istruzione. L’istruzione deve essere gratuita almeno per quanto riguarda le classi elementari e fondamentali. L’istruzione elementare deve essere obbligatoria. L’istruzione tecnica e professionale deve essere messa alla portata di tutti e l’ istruzione superiore deve essere egualmente accessibile a tutti sulla base del merito.
  • L’istruzione deve essere indirizzata al pieno sviluppo della personalità umana ed al rafforzamento del rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali. Essa deve promuovere la comprensione, la tolleranza, l’amicizia tra tutte le Nazioni, i gruppi razziali e religiosi, e deve favorire l’opera delle Nazioni Unite per il mantenimento della pace.
  • i genitori hanno diritto di priorità nella scelta del genere di istruzione da impartire ai loro figli.
 
Obbligatoria: cosa che si deve fare
 
Istruzione: è lo studio che permette di imparare un lavoro (falegname o l’elettricista o altro)
 
Tolleranza: il rispetto delle idee del modo di comportarsi degli altri
 
Priorità: precedenza
 
Nazioni Unite: organizzazione intergovernativa a carattere mondiale
 
Impartire: dare

Diritto all’istruzione

Diritto all’istruzione

Paolo e Marina decidono di andare a scuola, e non solo per leggere i cartelli, ma anche per sapere come vola il passero, e tutti gli altri uccelli, anche per imparare a fare di conto e la scienza, il canto, la poesia: per prepararsi un pensiero pronto e stare al mondo in sana compagnia.

Però la scuola è chiusa: un grande cartello annuncia sopra il muro, in lingua chiara: “bambina bella, bambino bello, voi resterete somaro e somara, saluti cari: il corpo docente”.

“Cosa? Ma come?” dicono i tre amici. “Noi resteremo sempre, conseguentemente persone ignoranti ed infelici?” Ma ecco, appare un tale che assomiglia a uno che si è visto in precedenza, lui è Zio Diritto e prende e scuote forte la maniglia e grida con sdegnata virulenza: “Apri la porta, corpo non docente!” … continua …

 

Tratto dal libro: “Lo zio diritto” di R. Piumini – E. Bissolati

Editore: Giunti Progetti Educativi



Lo sai o non lo sai?

Lo sai o non lo sai?

Spunti per riflettere

  • che nel mondo ci sono milioni di bambini che non vedono rispettati i loro diritti?
  • che in alcuni casi i bambini vengono ancora oggi considerati “proprietà” degli adulti?
  • che i bambini dei Paesi poveri lottano duramente per sopravvivere?
  • che in tante parti del nostro pianeta i bambini subiscono gli effetti drammatici delle guerre?
  • che parecchi dei tuoi giocattoli vengono costruiti grazie al lavoro di tanti bambini come te che, per una misera paga, lavorano dalla mattina alla sera?
  • che altro sai o non sai dei bambini del mondo?

Articolo 4 – Dichiarazione universale dei diritti umani

Articolo 4 – Dichiarazione universale dei diritti umani

Nessun individuo potrà essere tenuto in stato di schiavitù o di servitù; la schiavitù e la tratta degli schiavi saranno proibite sotto qualsiasi forma.
  • “Tratta” corrisponde a vendita o commercio
  • “Per schiavitù” s’intende quando un uomo non è libero e la sua vita appartiene ad un altro uomo
  • “Servitù” ha il significato di sottomissione

Diritti & doveri

Diritti & doveri

 

Diritti

 

Doveri

  • di vivere a contatto con la natura
 
  • di non inquinarla
  • di essere protetto dai bulli
 
  • di non umiliare nessuno
  • diritto di avere una famiglia
 
  • di rispettare i genitori
  • diritto di dire cosa penso
 
  • di ascoltare il pensiero delle altre persone
  • diritto di vivere libero e non essere arrestato senza un giusto motivo
 
  • di non torturare nessuno

Se il Nord e il Sud del Pianeta avessero lo stesso stile di vita, che interesse avremmo a confrontarci? 

Sapere come vivono gli altri bambini, cosa mangiano, come si vestono, che lingua parlano, è un’appassionante avventura. Essere bambini in Asia, Africa o in Europa non è la stessa cosa. Quando si conosce il modo di vivere dell’ altro, è più facile capirlo. La diversità è la vera grande ricchezza, ma oggi ci rendiamo conto che ciò che è scontato per gli uni può essere un grosso problema per gli altri.
 
Ogni genitore o insegnante, per facilitare al bambino l’ accettazione del concetto di multiculturalità, potrebbe utilizzare il disegno o la mappa del mondo, delineando i vari continenti per raccontare i singoli aspetti, le curiosità, anche mediante cartoline o fotografie, dei vari popoli. Verrà fatto notare ai piccoli che, nonostante le differenze di abitudini e cultura, ogni bambino, in ogni parte del mondo, presenta caratteristiche comuni (occhi, capelli ed altro) e che tutti siamo unici, con UGUALI DIRITTI E DOVERI.

I diritti umani universali

I diritti umani universali

“Dove cominciano i diritti umani universali? In posti piccoli, vicini a casa: il quartiere in cui vive, la scuola che frequenta, la fabbrica, il campo o l’ufficio in cui lavora. Sono questi i posti in cui ogni uomo, ogni donna, ogni bambino cerca una giustizia equa, pari opportunità, uguale dignità senza discriminazioni.

Se questi diritti non significano niente là, significherebbero ben poco ovunque.”
 
Roosevelt
Franklin Delano Roosevelt

Cosa sono i diritti umani?

Cosa sono i diritti umani?

I diritti umani sono quei principi che appartengono ad ogni essere umano dalla nascita e che possono permettere ad ogni individuo di vivere con dignità.

Ad esempio i diritti umani sono: 

  • possibilità di studiare
  • disponibilità di cibo ed acqua
  • facoltà di sposare la persona che si ama
 

I diritti umani sono:

  • diritti naturali: appartengono ad ogni persona al momento della nascita
  • diritti universali: sono gli stessi per tutti gli individui del mondo (per tutti i bambini, le donne e gli uomini)
  • diritti inalienabili: nessuno può cancellare i diritti umani di una persona
  • diritti interdipendenti e indivisibili: essi devono essere considerati come un’unica cosa in quanto solo il rispetto di tutti i diritti umani insieme può garantire un’esistenza felice e sicura.
Cos’è la DICHIARAZIONE UNIVERSALE DEI DIRITTI UMANI e quando è stata approvata?
La dichiarazione universale dei diritti umani è un documento in cui si affermano in maniera ufficiale i diritti di tutte le persone del mondo. È stata approvata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 10 dicembre del 1948 nel Palais de Chaillot di Parigi (Francia).

Da dove vengono i miei vestiti?

Da dove vengono i miei vestiti?

Guarda nel tuo armadio, cerca i tuoi capi di abbigliamento preferiti e poi osserva le etichette delle magliette, pantaloni, maglioni, scarpe, cappelli e zaini. Quasi tutti i Paesi produttori sono concentrati nell’ area del sud est asiatico, in particolare il settore calzaturiero.Perché mai tutte le grandi marche trovano vantaggioso lavorare in quegli stati così lontani?
Facciamo un passo indietro e vediamo di seguire il viaggio di una pianta: il cotone.
Il cotone fiorisce, si apre la sua capsula, viene raccolto e sgranato. Dopodiché c’è la selezione e la pulitura, la preparazione della fibra, la filatura, torcitura, imbozzinatura, tessitura ed immagliatura. È in quest’ ultima fase che può avvenire la trasformazione in capi di abbigliamento. Il prodotto grezzo ottenuto può essere tinto o stampato con motivi e decorazioni varie, su richiesta; quindi c’è il processo di finissaggio, cioè di rifinitura, che prepara i capi per essere inviati agli ingrossi. Dai distributori vengono poi spediti nei negozi di tutto il mondo, come ultimo approdo, per la vendita fisica oppure on line. I Paesi dove crescono le piantagioni di cotone (es. Cina e Pakistan) sfruttano il lavoro minorile e convengono salari da fame per la sua produzione. Le piccole mani dei bambini infatti sono molto apprezzate per alcune mansioni. Le grandi aziende e i grandi brand internazionali, che ricevono il prodotto finito, per la vendita, hanno invece un notevole profitto.
Ecco l’importanza della creazione di un commercio equo e solidale, etico, in contrapposizione a quello delle multinazionali, che permette di lavorare materia prima di buona qualità, senza che ci sia una speculazione ma con giuste garanzie, oltre ad avere un occhio di riguardo per l’ambiente.