Banane – nelle piantagioni diritti umani violati

Banane – nelle piantagioni diritti umani violati

Nei supermercati costano pochi euro ma il prezzo pagato dai contadini per produrre le banane è altissimo: salari bassi, diritti sindacali negati, poca trasparenza, pesticidi in abbondanza. Dall’Ecuador alle Filippine, i braccianti soffrono lo strapotere di grossisti e grande distribuzione. 

L’Ecuador è il principale esportatore mondiale di banane: su 18 milioni di tonnellate commercializzate nel 2017, secondo la FAO (Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura), oltre 6,5 milioni sono arrivate dal piccolo Paese del Centro America. Nel 2016 il salario minimo era di 366 dollari al mese, ben al di sotto della spesa media di una famiglia, pari a 687 dollari. I braccianti spesso non ricevono una busta paga e non sono quindi in grado di verificare l’equità della somma ricevuta dai datori di lavoro. Stessa situazione nelle Filippine, primo esportatore di banane dell’Asia e tra i primi cinque a livello globale, dove la ricchezza prodotta dall’industria delle banane, non arriva agli agricoltori: sei contadini su dieci, attivi nel comparto, fanno fatica a sfamare la famiglia. Accordi contrattuali ingiusti, nessun diritto per gli agricoltori che non hanno competenze legali per comprendere i contratti e le loro implicazioni. Inoltre tutti i lavoratori sono esposti all’inquinamento causato da un uso massiccio di pesticidi che in Ecuador sono vaporizzati sulle piantagioni tramite aerei. Nonostante il governo raccomandi di attendere almeno 12 ore dal trattamento, prima di rientrare nei campi, i braccianti vengono di nuovo mandati a lavorare solo dopo due ore, esponendoli così a gravi effetti per la salute.

Articolo 4 – Dichiarazione universale dei diritti umani

Articolo 4 – Dichiarazione universale dei diritti umani

Nessun individuo potrà essere tenuto in stato di schiavitù o di servitù; la schiavitù e la tratta degli schiavi saranno proibite sotto qualsiasi forma.
  • “Tratta” corrisponde a vendita o commercio
  • “Per schiavitù” s’intende quando un uomo non è libero e la sua vita appartiene ad un altro uomo
  • “Servitù” ha il significato di sottomissione

I diritti umani universali

I diritti umani universali

“Dove cominciano i diritti umani universali? In posti piccoli, vicini a casa: il quartiere in cui vive, la scuola che frequenta, la fabbrica, il campo o l’ufficio in cui lavora. Sono questi i posti in cui ogni uomo, ogni donna, ogni bambino cerca una giustizia equa, pari opportunità, uguale dignità senza discriminazioni.

Se questi diritti non significano niente là, significherebbero ben poco ovunque.”
 
Roosevelt
Franklin Delano Roosevelt

Cosa sono i diritti umani?

Cosa sono i diritti umani?

I diritti umani sono quei principi che appartengono ad ogni essere umano dalla nascita e che possono permettere ad ogni individuo di vivere con dignità.

Ad esempio i diritti umani sono: 

  • possibilità di studiare
  • disponibilità di cibo ed acqua
  • facoltà di sposare la persona che si ama
 

I diritti umani sono:

  • diritti naturali: appartengono ad ogni persona al momento della nascita
  • diritti universali: sono gli stessi per tutti gli individui del mondo (per tutti i bambini, le donne e gli uomini)
  • diritti inalienabili: nessuno può cancellare i diritti umani di una persona
  • diritti interdipendenti e indivisibili: essi devono essere considerati come un’unica cosa in quanto solo il rispetto di tutti i diritti umani insieme può garantire un’esistenza felice e sicura.
Cos’è la DICHIARAZIONE UNIVERSALE DEI DIRITTI UMANI e quando è stata approvata?
La dichiarazione universale dei diritti umani è un documento in cui si affermano in maniera ufficiale i diritti di tutte le persone del mondo. È stata approvata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 10 dicembre del 1948 nel Palais de Chaillot di Parigi (Francia).