La sindrome di Down

La sindrome di Down

La sindrome di Down (trisomia 21) è un disturbo cromosomico dovuto alla presenza di un cromosoma, il 21, supplementare, che causa deficit intellettivo associato a specifiche caratteristiche fisiche (viso rotondo, taglio orientale degli occhi, orecchie piccole, statura bassa, scarso tono muscolare).

Spesso sono presenti anche complicanze fisiche: cardiopatie, diabete, ipotiroidismo.
Questo difetto è congenito e non ereditario.
Le caratteristiche psicologiche sono molto variabili secondo la gravità più o meno lieve del ritardo mentale.
Non esiste una terapia specifica per la Sindrome di Down; si può comunque migliorare notevolmente la qualità di vita delle persone affette, con adeguate terapie riabilitative, fisiche e mentali per rendere più soddisfacente il loro inserimento sociale, scolastico e lavorativo.

Siamo diversi

Siamo diversi

Le differenze ci aiutano a crescere

Impariamo a riconoscerle

Tutte le persone sono diverse, con competenze e capacità differenti.

C’è chi è bravo a fare addizioni o a disegnare e chi, invece, lo trova molto difficile. Chi sa usare bene la parola, altri al contrario, che hanno difficoltà ad esprimersi verbalmente, addirittura è il loro punto di debolezza.

Ogni essere umano è un mondo a sé, unico ed ineguagliabile. I luoghi comuni e i preconcetti verso tutto quello che viene definito ” diverso” sono spesso gli ostacoli più complicati da superare. È importante insegnare ai bambini che possono trovare una via d’uscita: basta farsi coraggio, saper chiedere aiuto e non perdersi d’animo.

L’iperattività

L'iperattività

L’iperattività è un disturbo dell’età evolutiva da deficit di attenzione, spesso confuso o non riconosciuto perché identificato con la vivacità ed instancabilità proprie del bambino.

Si manifesta con impulsività, disorganizzazione, eccesso di attività motoria e mancanza di attenzione che non sono imputabili ad un deficit intellettivo. Anzi i bambini iperattivi presentano un’intelligenza superiore alla media ma hanno una grandissima energia fisica e mentale. Per la valutazione oggettiva è fondamentale affidarsi alla consulenza di uno specialista, il quale potrà confermare o smentire la diagnosi della “sindrome da deficit dell’attenzione e iperattività”. Lo psicologo, successivamente, imposterà le giuste direttive, per costruire un rapporto con il bambino, al fine di insegnargli a gestire i propri comportamenti e reazioni.

La pace

La pace

La pace è una condizione sociale, relazionale, politica, caratterizzata dalla presenza di armonia ed assenza di conflitti e tensioni.

Per costruire un mondo di pace occorre iniziare dal “nostro mondo”, cioè dagli ambienti in cui viviamo quotidianamente e collaborare con le persone che ci stanno accanto: genitori, amici, compagni di scuola, insegnanti, educatori, istituzioni. Ognuno è invitato a dare il proprio apporto per costruire un futuro migliore ed educarsi ai valori veri. Ogni gesto, ogni azione verso il prossimo, può costruire la pace. Il vero costruttore di pace è colui che fa il primo passo verso l’altro e questa non è una debolezza ma la dimostrazione di una grande forza: quella della pace.

La solitudine

La solitudione

La solitudine è l’evolversi di un’emozione non gestita.

È la paura dell’abbandono, il timore di rimanere soli e privi del legame affettivo, di perdere l’altro nonostante le cose vadano bene. È una paura che appartiene a ciascuno di noi. Spesso riattiva echi lontani di un bambino che ha vissuto una relazione genitoriale poco stabile, carente di gesti e parole amorevoli. Nell’adulto, quella parte bambina continuerà a prevalere, richiedendo cure ed attenzioni e  spesso lo condurranno a colmare i vuoti affettivi con relazioni sterili. Si può guarire dal proprio vuoto interiore accogliendo se stessi e focalizzando il proprio sguardo sul presente: nel qui ed ora, come unico tempo esistente.

La rabbia

La rabbia

La rabbia è un sentimento primordiale, di base, determinato dall’istinto di difendersi per sopravvivere nell’ambiente in cui ci si trova.

La rabbia quindi, inizialmente, ha una funzione adattiva per gli esseri umani. La rabbia può essere espressa o soffocata, diventando rabbia repressa.Ci sono varie sfumature e manifestazioni della rabbia: momenti di picco emotivo (collera) oppure picchi emotivi minimi (fastidio, irritazione). 
È fondamentale riconoscere quest’emozione, spesso causata da stress o eccessiva emotività, non reprimerla, ma trovare dei canali dove dirigerla, affinché non distrugga la persona e tutti quelli che le sono vicino.
Per allentare la tensione fisica, lo sport, l’attività fisica, la palestra sono utilissimi, oltre a varie tecniche di rilassamento come yoga, meditazione, aromaterapia, musicoterapia.
Qualora il malessere diventasse cronico e consolidato è necessario l’intervento di uno specialista di “psicoterapia cognitiva” per modificare abitudini e comportamenti errati.

Lettura

Lettura

Si legge per evadere, per piacere, per conoscere, scoprire, avere risposte o altro. Qualunque sia la motivazione con cui ci approcciamo alla lettura, sperimentandola, ci accostiamo all’intimità’, al mondo interiore delle emozioni, dell’immaginazione, della fantasia, dell’inconscio … e ne usciamo trasformati.

La scelta di un libro è specchio della nostra identità: riflette bisogni e desideri profondi, spesso inconsapevoli, che si materializzano attraverso i personaggi raccontati o lo svolgersi della trama. Leggere è ascoltare il silenzio dell’essere, appartarsi, prendersi cura della propria anima, ricaricarla dallo stress, dai rumori e dalla frenesia della vita quotidiana. La lettura è un viaggio che aiuta a sopportare meglio la solitudine della vita, perché il libro diventa un compagno fedele a cui aprire il cuore senza veli. Non rinunciare a leggere, a stupirti, incuriosirti e scoprire ciò che si cela nelle pagine di un libro. In ogni racconto, in ogni scritto, in ogni lettura troverai sempre qualcosa che ti appartiene o ti rassomiglia perché il palcoscenico della vita è unico ed affine ad ogni essere umano … così, leggendo, potrai incontrare o ritrovare una parte di te stesso. 

Fausta


Giralibro

Felicità

Felicità

Oggi voglio essere felice: ma cos’è la felicità?

Questo stato d’animo, spesso effimero e sfuggente, a cui tutti aneliamo?

Frequentemente confondiamo o equipariamo la felicità con il possesso: beni materiali, successo, potere, piaceri, fama, gloria, relazioni. La vera felicità è un sentimento di profondo appagamento, pace e libertà interiore, indipendentemente dalle circostanze esterne.

Come sostiene il grande filosofo e drammaturgo romano, Lucio Anneo Seneca: “Nessuno lontano dalla verità può dirsi felice”.

Liliana Segre

Liliana Segre

Chi è?

Liliana Segre nasce a Milano nel 1930, in una famiglia ebraica.

Superstite dell’Olocausto e testimone della Shoah italiana, attualmente è un’attivista e senatrice a vita.

 

Attività?

È presidente del comitato “Pietre d’inciampo” che a Milano collabora con numerose associazioni che raccolgono testimonianze sulla deportazione e che si occupano dell’ antifascismo.

Nel 2004 ha ricevuto una medaglia d’oro dalla città di Milano e due lauree ad honorem: la prima nel 2008 in Legge, dall’università di Trieste e la seconda nel 2010 in Scienze pedagogiche da quella di Verona.

 

Cosa fa?

Liliana Segre dai primi anni novanta ha iniziato a raccontare la sua storia nelle scuole e in incontri pubblici, per diffondere la memoria di ciò che accadde durante la seconda guerra mondiale e di quali furono le conseguenze del nazifascismo.

 

Liliana Segre ha scelto Rondine, un piccolo borgo in provincia di Arezzo, per la sua ultima testimonianza pubblica, in occasione del Giorno della memoria.

Il 27 gennaio, come ormai (forse) tutti sappiamo, è la data di liberazione di Auschwitz, il campo di concentramento e di sterminio nel quale la senatrice a vita fu detenuta tra il 1944 e il 1945. Lì vennero uccisi il padre e i nonni di Liliana. Il giorno della memoria è tale per legge dal 2000. Prima non se ne sentì pubblicamente la necessità. Perché si aspetto’ così tanto? Nel dopoguerra prevalse il bisogno di rimuovere un passato di dolori, di ricominciare. Gli stessi sopravvissuti, tacquero per anni. Tra questi anche Liliana. Pochissimi milanesi sapevano che nei sotterranei della Stazione centrale di Milano, i propri concittadini ebrei e tanti altri deportati per ragioni politiche, venivano trasformati da persone, in oggetti di scarto, “pezzi” destinati al lavoro o alle camere a gas. La città voltò lo sguardo altrove. Sui giornali dell’epoca, ovviamente sotto censura del regime, nemmeno una riga.

Oggi quei sotterranei ospitano il Memoriale della Shoah. Ma solo da qualche anno. Per tutto il secolo scorso non furono altro, nel vissuto milanese, che anonimi depositi postali.

Albert Einstein

Albert Einstein

Chi è?

Albert Einstein è stato probabilmente il più grande scienziato del XX secolo, capace di dare contributi innovativi nei settori più disparati della fisica, della teoria atomica della materia, della cosmologia.

Nasce ad Ulm, Germania meridionale, il 14 marzo 1879, primo di due figli, da genitori ebrei non praticanti. Albert è un bambino solitario ed impara a parlare molto tardi. L’incontro con la scuola è subito difficile in quanto odia i sistemi severi che la rendono, ai suoi tempi, simile ad una caserma.

Nel 1896 finalmente si iscrive al Politecnico, prendendo una decisione importante, quella di diventare insegnante.

Attività?

È presidente del comitato “Pietre d’inciampo” che a Milano collabora con numerose associazioni che raccolgono testimonianze sulla deportazione e che si occupano dell’ antifascismo.

Nel 2004 ha ricevuto una medaglia d’oro dalla città di Milano e due lauree ad honorem: la prima nel 2008 in Legge, dall’università di Trieste e la seconda nel 2010 in Scienze pedagogiche da quella di Verona.

Perché è famoso?

È conosciuto per aver conseguito nel 1921, il premio Nobel alla fisica, con la Teoria della relatività.

Negli anni della minaccia nazista Einstein rinuncia alle posizioni pacifiste per scrivere nel 1939 assieme ad altri fisici, una lettera famosa indirizzata al presidente Roosevelt, nella quale viene sottolineata la possibilità di realizzare un’arma nucleare: “la bomba atomica”.

Einstein ovviamente disprezza profondamente la violenza e conclusi questi terribili anni di conflitti, si impegna attivamente contro la guerra e contro le persecuzioni razziste, compilando una dichiarazione pacifista per vietare l’uso delle armi nucleari.

Si spegne il 18 aprile 1955, all’età di 76 anni, negli Stati Uniti, circondato da molti onori. Il suo nome in molte culture popolari è diventato sinonimo di genio e grande intelligenza. Anche il suo volto e le sue fattezze (i lunghi capelli bianchi ed i folti baffi) sono diventati uno stereotipo simboleggiante proprio la figura dello scienziato geniale.

Einstein