Diritto all’istruzione

Diritto all’istruzione

Paolo e Marina decidono di andare a scuola, e non solo per leggere i cartelli, ma anche per sapere come vola il passero, e tutti gli altri uccelli, anche per imparare a fare di conto e la scienza, il canto, la poesia: per prepararsi un pensiero pronto e stare al mondo in sana compagnia.

Però la scuola è chiusa: un grande cartello annuncia sopra il muro, in lingua chiara: “bambina bella, bambino bello, voi resterete somaro e somara, saluti cari: il corpo docente”.

“Cosa? Ma come?” dicono i tre amici. “Noi resteremo sempre, conseguentemente persone ignoranti ed infelici?” Ma ecco, appare un tale che assomiglia a uno che si è visto in precedenza, lui è Zio Diritto e prende e scuote forte la maniglia e grida con sdegnata virulenza: “Apri la porta, corpo non docente!” … continua …

 

Tratto dal libro: “Lo zio diritto” di R. Piumini – E. Bissolati

Editore: Giunti Progetti Educativi



Lo sai o non lo sai?

Lo sai o non lo sai?

Spunti per riflettere

  • che nel mondo ci sono milioni di bambini che non vedono rispettati i loro diritti?
  • che in alcuni casi i bambini vengono ancora oggi considerati “proprietà” degli adulti?
  • che i bambini dei Paesi poveri lottano duramente per sopravvivere?
  • che in tante parti del nostro pianeta i bambini subiscono gli effetti drammatici delle guerre?
  • che parecchi dei tuoi giocattoli vengono costruiti grazie al lavoro di tanti bambini come te che, per una misera paga, lavorano dalla mattina alla sera?
  • che altro sai o non sai dei bambini del mondo?

Articolo 4 – Dichiarazione universale dei diritti umani

Articolo 4 – Dichiarazione universale dei diritti umani

Nessun individuo potrà essere tenuto in stato di schiavitù o di servitù; la schiavitù e la tratta degli schiavi saranno proibite sotto qualsiasi forma.
  • “Tratta” corrisponde a vendita o commercio
  • “Per schiavitù” s’intende quando un uomo non è libero e la sua vita appartiene ad un altro uomo
  • “Servitù” ha il significato di sottomissione

Diritti & doveri

Diritti & doveri

 

Diritti

 

Doveri

  • di vivere a contatto con la natura
 
  • di non inquinarla
  • di essere protetto dai bulli
 
  • di non umiliare nessuno
  • diritto di avere una famiglia
 
  • di rispettare i genitori
  • diritto di dire cosa penso
 
  • di ascoltare il pensiero delle altre persone
  • diritto di vivere libero e non essere arrestato senza un giusto motivo
 
  • di non torturare nessuno

Se il Nord e il Sud del Pianeta avessero lo stesso stile di vita, che interesse avremmo a confrontarci? 

Sapere come vivono gli altri bambini, cosa mangiano, come si vestono, che lingua parlano, è un’appassionante avventura. Essere bambini in Asia, Africa o in Europa non è la stessa cosa. Quando si conosce il modo di vivere dell’ altro, è più facile capirlo. La diversità è la vera grande ricchezza, ma oggi ci rendiamo conto che ciò che è scontato per gli uni può essere un grosso problema per gli altri.
 
Ogni genitore o insegnante, per facilitare al bambino l’ accettazione del concetto di multiculturalità, potrebbe utilizzare il disegno o la mappa del mondo, delineando i vari continenti per raccontare i singoli aspetti, le curiosità, anche mediante cartoline o fotografie, dei vari popoli. Verrà fatto notare ai piccoli che, nonostante le differenze di abitudini e cultura, ogni bambino, in ogni parte del mondo, presenta caratteristiche comuni (occhi, capelli ed altro) e che tutti siamo unici, con UGUALI DIRITTI E DOVERI.

I diritti umani universali

I diritti umani universali

“Dove cominciano i diritti umani universali? In posti piccoli, vicini a casa: il quartiere in cui vive, la scuola che frequenta, la fabbrica, il campo o l’ufficio in cui lavora. Sono questi i posti in cui ogni uomo, ogni donna, ogni bambino cerca una giustizia equa, pari opportunità, uguale dignità senza discriminazioni.

Se questi diritti non significano niente là, significherebbero ben poco ovunque.”
 
Roosevelt
Franklin Delano Roosevelt

Cosa sono i diritti umani?

Cosa sono i diritti umani?

I diritti umani sono quei principi che appartengono ad ogni essere umano dalla nascita e che possono permettere ad ogni individuo di vivere con dignità.

Ad esempio i diritti umani sono: 

  • possibilità di studiare
  • disponibilità di cibo ed acqua
  • facoltà di sposare la persona che si ama
 

I diritti umani sono:

  • diritti naturali: appartengono ad ogni persona al momento della nascita
  • diritti universali: sono gli stessi per tutti gli individui del mondo (per tutti i bambini, le donne e gli uomini)
  • diritti inalienabili: nessuno può cancellare i diritti umani di una persona
  • diritti interdipendenti e indivisibili: essi devono essere considerati come un’unica cosa in quanto solo il rispetto di tutti i diritti umani insieme può garantire un’esistenza felice e sicura.
Cos’è la DICHIARAZIONE UNIVERSALE DEI DIRITTI UMANI e quando è stata approvata?
La dichiarazione universale dei diritti umani è un documento in cui si affermano in maniera ufficiale i diritti di tutte le persone del mondo. È stata approvata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 10 dicembre del 1948 nel Palais de Chaillot di Parigi (Francia).

Da dove vengono i miei vestiti?

Da dove vengono i miei vestiti?

Guarda nel tuo armadio, cerca i tuoi capi di abbigliamento preferiti e poi osserva le etichette delle magliette, pantaloni, maglioni, scarpe, cappelli e zaini. Quasi tutti i Paesi produttori sono concentrati nell’ area del sud est asiatico, in particolare il settore calzaturiero.Perché mai tutte le grandi marche trovano vantaggioso lavorare in quegli stati così lontani?
Facciamo un passo indietro e vediamo di seguire il viaggio di una pianta: il cotone.
Il cotone fiorisce, si apre la sua capsula, viene raccolto e sgranato. Dopodiché c’è la selezione e la pulitura, la preparazione della fibra, la filatura, torcitura, imbozzinatura, tessitura ed immagliatura. È in quest’ ultima fase che può avvenire la trasformazione in capi di abbigliamento. Il prodotto grezzo ottenuto può essere tinto o stampato con motivi e decorazioni varie, su richiesta; quindi c’è il processo di finissaggio, cioè di rifinitura, che prepara i capi per essere inviati agli ingrossi. Dai distributori vengono poi spediti nei negozi di tutto il mondo, come ultimo approdo, per la vendita fisica oppure on line. I Paesi dove crescono le piantagioni di cotone (es. Cina e Pakistan) sfruttano il lavoro minorile e convengono salari da fame per la sua produzione. Le piccole mani dei bambini infatti sono molto apprezzate per alcune mansioni. Le grandi aziende e i grandi brand internazionali, che ricevono il prodotto finito, per la vendita, hanno invece un notevole profitto.
Ecco l’importanza della creazione di un commercio equo e solidale, etico, in contrapposizione a quello delle multinazionali, che permette di lavorare materia prima di buona qualità, senza che ci sia una speculazione ma con giuste garanzie, oltre ad avere un occhio di riguardo per l’ambiente.

Alla scoperta dei pesiticidi

Alla scoperta dei pesticidi

Il termine pesticida è caratterizzato dal suffisso “cida” che significa capace di uccidere. I pesticidi infatti sono microorganismi o sostanze chimiche utilizzate in agricoltura per eliminare tutto ciò che danneggia le piante coltivate (parassiti, acari, funghi e muffe) e compromette la loro produttività.

Il punto fondamentale è che, per eliminare i loro bersagli, i pesticidi agiscono non solo sulla struttura degli organismi nocivi ma interferiscono anche su quella di altri in modo indiretto: Ecco perché rappresentano un pericolo per la salute dell’uomo e dell’ambiente. Dal punto di vista umano possono nuocere al sistema nervoso centrale (malattie neurodegenerative) e agli apparati riproduttivi, essere la causa di tumori, come leucemie e melanomi, nonché arrecare danni alla salute infantile, a causa dell’esposizione. Il loro impatto sull’ambiente inoltre, è notevole, con contaminazione, non solo di frutta e verdura, ma delle acque, anche sotterranee e del suolo.
L’Italia purtroppo è il primo Paese d’Europa per uso di chimica in agricoltura, con utilizzi doppi rispetto a Francia e Germania.
Per questo è necessario creare consapevolezza ed elaborare nuove soluzioni naturali.

Tessere il futuro

Tessere il futuro

L’Italia è il paese della moda e i consumatori sono informati sulle tendenze dell’ultima stagione ma ignorano le condizioni di lavoro in Cina, India, Vietnam, Turchia, Romania … Paesi vicini e lontani dove si realizza il Made in Italy.
Indossiamo vestiti senza conoscerne minimamente la storia: un viaggio lungo come i fili del cotone, intrecciati, trama e ordito, d’ingiustizie e orrori. È fondamentale sensibilizzare i “consumatori occidentali” sulla complessità del settore: forse al momento di comprare l’ennesima maglietta avranno più strumenti per valutare il loro acquisto e le alternative possibili. Tra i tanti consumatori ci sembra importante coinvolgere bambini e ragazzi, consumatori di oggi e di domani. Questo percorso didattico ha lo scopo di fornire degli strumenti che siano da stimolo, perché ognuno possa interrogarsi, provare a capire come funziona questo mondo e trovare il proprio modo di abitarlo.

Teatro

Teatro

Cosa vuol dire teatro? La parola deriva da un vocabolo greco e successivamente dal latino “theatrum” e significa guardare, essere spettatore: era riferito sia all’edificio per le rappresentazioni drammatiche, che per le assemblee per pronunciare orazioni.

Il teatro ha origini antichissime, è una delle prime manifestazioni culturali dell’uomo. Nelle prime civiltà il teatro è legato a due termini: rito e mito. In occidente la storia del teatro parte dalla Grecia, culla della nostra civiltà. Il teatro è una finestra sul mondo, vuole rappresentare storie e trasmettere messaggi, per innescare un’apertura mentale nei confronti del nuovo e del differente, sviluppando modi di osservazione e di pensiero lucidi. Ecco l’importanza di celebrare la giornata mondiale del teatro, creata a Vienna nel 1961, durante il IX congresso mondiale dell’ Istituto Internazionale di Teatro (I.T.I). L’obiettivo è di  incoraggiare gli scambi nel campo della conoscenza e della pratica delle arti della scena; stimolare ed allargare la cooperazione fra le persone di teatro, al fine di sensibilizzare  l’opinione pubblica riguardo alla creazione artistica come mezzo per la comprensione reciproca ed il rafforzamento  dell’ amicizia e della pace tra i popoli.