Le mie qualità nello stare bene con gli altri

Le mie qualità nello stare bene con gli altri

Assegnati un punteggio, da 1 a 10

  • sono paziente
  • so ascoltare
  • so giocare rispettando le regole
  • riesco a vedere il bello nelle persone
  • so capire le conseguenze di quello che faccio o dico
  • sono tollerante
  • sono un buon amico
  • so chiedere quello di cui ho bisogno
  • so esprimere i miei sentimenti
  • so capire i sentimenti degli altri
  • so perdonare
  • so chiedere scusa

Il cyberbullismo

Il cyberbullismo

Il cyberbullismo, come il bullismo tradizionale, è una forma di violenza e prevaricazione messa in atto da una persona o da un gruppo, contro una vittima. Avviene tramite tecnologie digitali e per essere tale occorre che sia prolungata e reiterata nel tempo.

È un fenomeno che interessa ragazzi e bambini di ogni età e genere, essendo in parte legato a bisogni della crescita espressi in modo problematico, come la paura di essere esclusi o la ricerca dell’ammirazione degli altri.
Sempre più, inoltre, bullismo tradizionale e cyber sono compresenti. Il cyberbullismo ha un pubblico potenzialmente enorme, anche se in parte può rimanere anonimo. Questo può spingerlo a colpire in modo ancora più aggressivo e violento, dicendo cose che dal vivo non direbbe. Le conseguenze possono essere gravi e persistenti come nel bullismo tradizionale, anche se non c’è contatto fisico.
Come genitori ed insegnanti è necessario essere informati per poterlo prevenire o per rispondere in modo adeguato.
Qualsiasi approccio educativo non può che partire dalla consapevolezza dei bisogni affettivi, sociali e di conoscenza che i bambini ed i ragazzi manifestano utilizzando internet e tecnologie digitali. L’interazione tra scuola e famiglia costituisce un potente mezzo per agevolare la prevenzione del bullismo e del cyberbullismo: lo stabilisce anche una legge, la 71/2017 che fornisce “Disposizioni a tutela dei minori per prevenire e  contrastare il fenomeno del cyberbullismo”.

Metti giù le mani

Metti giù le mani

Il termine bullismo indica e riassume una vasta ed eterogenea serie di comportamenti di prevaricazione e sopraffazione, posti in essere da uno o più soggetti, nei confronti di una persona individuata come bersaglio di violenze verbali e spesso anche fisiche.

È un fenomeno particolarmente allarmante non solo per i gravi fatti di cronaca che periodicamente attirano l’attenzione degli organi di stampa, ma anche e soprattutto per la sua notevole diffusione all’interno di un’ampia fascia della popolazione in età scolastica.

Banane – nelle piantagioni diritti umani violati

Banane – nelle piantagioni diritti umani violati

Nei supermercati costano pochi euro ma il prezzo pagato dai contadini per produrre le banane è altissimo: salari bassi, diritti sindacali negati, poca trasparenza, pesticidi in abbondanza. Dall’Ecuador alle Filippine, i braccianti soffrono lo strapotere di grossisti e grande distribuzione. 

L’Ecuador è il principale esportatore mondiale di banane: su 18 milioni di tonnellate commercializzate nel 2017, secondo la FAO (Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura), oltre 6,5 milioni sono arrivate dal piccolo Paese del Centro America. Nel 2016 il salario minimo era di 366 dollari al mese, ben al di sotto della spesa media di una famiglia, pari a 687 dollari. I braccianti spesso non ricevono una busta paga e non sono quindi in grado di verificare l’equità della somma ricevuta dai datori di lavoro. Stessa situazione nelle Filippine, primo esportatore di banane dell’Asia e tra i primi cinque a livello globale, dove la ricchezza prodotta dall’industria delle banane, non arriva agli agricoltori: sei contadini su dieci, attivi nel comparto, fanno fatica a sfamare la famiglia. Accordi contrattuali ingiusti, nessun diritto per gli agricoltori che non hanno competenze legali per comprendere i contratti e le loro implicazioni. Inoltre tutti i lavoratori sono esposti all’inquinamento causato da un uso massiccio di pesticidi che in Ecuador sono vaporizzati sulle piantagioni tramite aerei. Nonostante il governo raccomandi di attendere almeno 12 ore dal trattamento, prima di rientrare nei campi, i braccianti vengono di nuovo mandati a lavorare solo dopo due ore, esponendoli così a gravi effetti per la salute.

La banana

La banana

Il banano è una specie botanica originaria dell’Africa, esportata nei diversi continenti dopo le conquiste coloniali. Attualmente, oltre che in Africa, è coltivato in maniera intensiva in altri tre continenti: America, Asia ed Oceania. I maggiori produttori mondiali sono: Ecuador, Colombia, Costa Rica, Repubblica Dominicana, Guatemala e Brasile.

Il banano, non molti sanno, si può coltivare anche in Italia, soprattutto al Sud dove gli inverni sono meno rigidi. Da parecchi anni infatti, queste piante si coltivano con successo in Sicilia e sulle coste della Calabria. I cambiamenti climatici in atto stanno modificando inevitabilmente il corso delle stagioni e le piante che un tempo consideravamo “esotiche”, oggi si sono adattate al clima mediterraneo.

Il banano (il cui nome scientifico è Musa Acuminata e Musa Balbisiana) viene comunemente scambiato per un albero, ma in realtà è una pianta appartenente alla famiglia delle Musaceae. I suoi frutti, le banane, sono conosciute e consumate in tutto il mondo e l’Italia è uno dei maggiori importatori. Le banane sono un frutto amico del cuore, ripristinano le riserve di liquidi e nutrienti, proteggono lo stomaco, abbassano la pressione e potenziano le difese immunitarie. Inoltre contengono una quantità elevata di potassio, pari al 10% del fabbisogno giornaliero, minerale che agisce su ipertensione e malattie correlate, oltre a vitamine come la B2, PP, B6, fondamentali per la regolazione degli ormoni sessuali. 

Sono frutti amidacei che non fanno ingrassare e costituiscono un ottimo spezza fame.

Un galeone carico di …

Un galeone carico di …

I primi uomini si nutrivano di erbe, frutta e radici selvatiche.

Circa cinquemila anni fa, cominciarono a piantare in piccoli appezzamenti di terra i cavoli, le rape, le lenticchie, le fave, i cetrioli, l’aglio. Asparagi e carote, invece, sono coltivati solo da duemila anni. Nel corso dei secoli, i coltivatori hanno trasformato delle piante selvatiche in verdure e legumi: dal cavolo selvatico diffuso lungo le coste europee sono derivati i cavolfiori, i cavolini di Bruxelles, i broccoli, i cavoli verdi e rossi. In ogni epoca i viaggiatori che hanno percorso il mondo spingendosi sempre più lontano, hanno riportato dai loro viaggi piante e legumi sconosciuti. I nostri antenati non conoscevano il pomodoro, né la patata o i fagioli. Questi ortaggi, coltivati da tempo dagli indigeni dell’America Centrale e Meridionale, sono stati introdotti in Europa quattro secoli fa. Il pomodoro fu dapprima considerato una pianta decorativa. Solo più tardi ne vennero apprezzate le qualità alimentari. Ora è uno degli ortaggi più diffuso al mondo. Oggi non si scoprono più nuovi frutti o legumi, ma ricercatori, nei loro laboratori, lavorano per ottenere piante più produttive definite O.G.M (organismi geneticamente modificati).

Il pomodoro

Il pomodoro

Lo sapevate che …

Il pomodoro è stato diffuso in tutto il mondo dopo la scoperta dell’America. I primi esemplari erano gialli (da qui il nome pomo … d’oro): all’inizio non ebbero molto successo, venivano usati solo a scopo ornamentale. Quando finalmente se ne compresero le qualità, il successo fu enorme e da allora la cucina di tutto il mondo continua ad inventare nuove ricette. L’Italia è uno dei Paesi dove il pomodoro è re, a cominciare dalla salsa con cui condiamo la pasta. Molte varietà: Perini e San Marzano per i pelati, Cuor di bue, Sardi e Ramati da mangiare crudi, Ciliegini per i sughi freschi, da industria per le salse. Ci sono anche gialli, arancioni, a strisce gialle e rosse. I pomodori sono buoni dappertutto: sulla pizza, nella caprese con mozzarella e basilico, con il pesce e con la carne. E si usano anche quando sono verdi per fare la marmellata o una salsa agrodolce e piccante di origine indiana.

Il mio alimento preferito

Il mio alimento preferito

Cari genitori, cari insegnanti, vi invitiamo a scoprire con i vostri bambini, il viaggio di un  cibo molto apprezzato dai piccoli: il cacao.

Partiamo da un semplice disegno dell’alimento preferito: il bambino dovrà descriverlo, esprimendo ciò che conosce in merito alla sua provenienza. Nel frattempo, utilizzando una cartina del mondo (carta di Peters) realizzata applicando la sagoma colorata dei vari continenti sopra un enorme foglio bianco, l’adulto spiegherà la  provenienza del prodotto, in questo caso il cacao, il suo percorso sino al raggiungimento dello scaffale di un supermercato. Si potrà arricchire la ricerca facendo realizzare ai bambini disegni, da incollare sulla mappa dei continenti, inerenti agli animali, le piante, le città di quella parte della terra. Infine, per personalizzare lo studio, ogni bimbo potrà preparare una cartellina con titolo ” sapori del mondo”, nella quale custodirà tutte le schede informative dei prodotti esotici esaminati insieme al genitore o all’ insegnante.

Per conoscere l’albero del cacao bisogna compiere un viaggio lontano e curioso, fino ad arrivare all’area definita “the cocoa belt” localizzata nei Paesi della fascia tropicale, in Africa occidentale (Costa d’Avorio, Nigeria, Congo, Camerun) e in gran parte dell’America Latina (centro e sud America). I frutti dell’albero di cacao (alto 12 metri) si chiamano “cabosse” ed il loro gusto varia a seconda del tipo di pianta, suolo, temperatura, sole e piogge. La pianta del cacao ha necessità di almeno cinque anni, perché possa dare i primi frutti. Ogni albero produce 20/50 cabosse all’ anno: ogni cabossa contiene dai 20 ai 40 semi o fave di cacao. Per ottenere un chilo di cacao sono sufficienti 10 cabosse. Il passaggio successivo è l’essiccazione delle fave al sole, dopo la loro raccolta con un machete e la loro fermentazione. Esposte all’aria aperta le fave vengono periodicamente girate, per poi confezionare i semi di cacao in sacchi di iuta per il consumo locale o per essere spediti verso le aziende produttrici del mondo. Prima di essere trasformati in cacao o cioccolato, i semi vengono tostati, assumendo il caratteristico colore del cacao. Si completa il gusto e si sviluppano gli aromi tipici del cioccolato. Dopo che i gusci vengono rimossi dai semi tostati, comincia la macinazione (così la granella è più fine) e l’esposizione ad alte temperature. Si genera allora il liquore di cacao usato per produrre il goloso cioccolato oppure, se ulteriormente lavorato, si ottiene il burro di cacao e la polvere di cacao: un golosissimo lieto fine.

Cosa sono i tuoi diritti?

Cosa sono i tuoi diritti?

I diritti umani sono quei principi che appartengono ad ogni essere umano dalla nascita e che possono permettere ad ogni individuo di vivere con dignità.

Ad esempio i diritti umani sono:
  • possibilità di studiare
  • disponibilità di cibo ed acqua
  • facoltà di sposare la persona che si ama
I diritti umani sono: 
  • diritti naturali: appartengono ad ogni persona dal momento della nascita
  • diritti universali: sono gli stessi per tutti gli individui del mondo (per tutti i bambini, le donne e gli uomini)
  • diritti inalienabili: nessuno può cancellare i diritti umani di una persona
  • diritti interdipendenti e indivisibili: essi devono essere considerati come un’unica cosa in quanto solo il rispetto di tutti i diritti umani insieme può garantire un’esistenza felice e sicura.
 
Cosa è la Dichiarazione universale dei diritti umani e quando è stata approvata?
La Dichiarazione universale dei diritti umani è un documento in cui si affermano in maniera ufficiale i diritti di tutte le persone del mondo.
È stata approvata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 10 dicembre 1948 nel Palais de Chaillot di Parigi (Francia)

Articolo 26

Articolo 26

  • Ogni individuo ha diritto all’istruzione. L’istruzione deve essere gratuita almeno per quanto riguarda le classi elementari e fondamentali. L’istruzione elementare deve essere obbligatoria. L’istruzione tecnica e professionale deve essere messa alla portata di tutti e l’ istruzione superiore deve essere egualmente accessibile a tutti sulla base del merito.
  • L’istruzione deve essere indirizzata al pieno sviluppo della personalità umana ed al rafforzamento del rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali. Essa deve promuovere la comprensione, la tolleranza, l’amicizia tra tutte le Nazioni, i gruppi razziali e religiosi, e deve favorire l’opera delle Nazioni Unite per il mantenimento della pace.
  • i genitori hanno diritto di priorità nella scelta del genere di istruzione da impartire ai loro figli.
 
Obbligatoria: cosa che si deve fare
 
Istruzione: è lo studio che permette di imparare un lavoro (falegname o l’elettricista o altro)
 
Tolleranza: il rispetto delle idee del modo di comportarsi degli altri
 
Priorità: precedenza
 
Nazioni Unite: organizzazione intergovernativa a carattere mondiale
 
Impartire: dare