L’asilisauro, i fossili e la fantasia

L’asilisauro, i fossili e la fantasia

Trovo un simpatico articoletto su ANSA – SCIENZA&TECNICA datato 30 aprile 2013 che riporta studi effettuati dal 2003 al 2010. Un biologo a capo di un gruppo di studiosi avrebbe scoperto un “nuovo” antenato dei dinosauri. La notizia è corredata diligentemente di un paio di rappresentazioni artistiche (e fantasiose) degli animali.

Il prof. Sidor è più noto per aver studiato altri sauri e rettili, come si può vedere da un suo albo di pubblicazioni e dalla testimonianza del museo Burke, ma resta la curiosità sull’asilisaurus kongwe, perché vanterebbe di essere un progenitore di altri sauri.

L’ipotesi in questione, formulata a marzo 2010, si può leggere sul sito dell’università dello Utah, che le ha dato risonanza perché un suo paleontologo partecipava alle missioni di “scavo”. Inoltre, tale scoperta si basa sul ritrovamento di un gruppo di ossa (foto sotto, per gentile concessione del sito www.livescience.com, Autore: Roger M. H. Smith) di apparentemente N°14 membri diversi di codesta specie, che casualmente erano sepolti nello stesso posto.

Come hanno fatto gli scienziati a stabilire che tali ossa sarebbero appartenute a tanti esemplari diversi della stessa specie? Vivevano sotto lo stesso tetto, forse? O quello era il loro luogo di sepoltura ufficiale? Forse le ossa vanno ricombinate diversamente.

Partendo da un piccolo mucchietto di FRAMMENTI di ossa, stupisce che si disegnino sagome complete, ma la prassi è di reclutare abili disegnatori, dar loro un paio di settimane di tempo per produrre schizzi grafici di propria iniziativa. I paleontologi, quindi, pagano i quadri e scelgono le immagini più suggestive: queste diventano il modello di specie inventate. Non esiste testimone in grado di ricostruire l’identikit scientifico degli animali che possedevano quelle ossa. Ma quanti campioni diversi hanno trovato allora? L’articolo narra di 8-9 anni di lavoro per N°8 campioni, in siti diversi. Bene!

Per una specie animale che avrebbe dovuto vivere ALMENO 10 milioni di anni, prima di CONVIVERE per altri 60-65 milioni di anni con i suoi successori di specie, trovare N°8 resti fossili non dovrebbe essere così faticoso da richiedere addirittura 8 anni di duro lavoro di un’equipe di paleontologi e soprattutto non dovrebbe richiedere di setacciare una superficie grande come l’Antartide, il Sud Africa, la Tanzania e altri paesi per un’area totale maggiore dell’Europa.

Asilisaurus

Sarebbe come dire che trovare resti di cane nel terreno, in Europa, oggi, richieda otto anni …
Come hanno potuto stabilire la loro appartenenza a esemplari diversi senza disporre di campioni di DNA? Come hanno potuto stabilire la collocazione antecedente ai dinosauri, quando si afferma che gli asilisauri erano “onnivori ed erbivori” (??) e questo permise loro di avere un vantaggio di sopravvivenza contro gli altri erbivori? Come può uno scienziato affermare che per ben TRE volte varie specie di dinosauri si evolsero da carnivori ad onnivori? Quanta probabilità ha un fenomeno così singolare di ripetersi tre volte?

E perché dunque si sarebbero tutti estinti, se erano dotati di tanta flessibilità alimentare? Analogamente, perché dovrebbero esistere erbivori ancora oggi, se non hanno avuto la stessa flessibilità alimentare? O vorranno sostenere che le pecore una volta erano carnivore?
Perché i sauri avrebbero “scoperto” che essere onnivori o erbivori darebbe più possibilità di sopravvivere?

Abbandoniamo le fantasie astruse! Limitiamoci al metodo sperimentale per produrre teorie e formule scientifiche e proviamo ad assumere premesse più sobrie e coerenti con i reperti fossili.
La Bibbia descrive la storia dell’universo in un periodo di tempo di circa 6.000-7.000 anni. I dinosauri, come la maggior parte delle specie, furono creati il sesto giorno della storia, come si legge in Genesi 1:24-25,  assieme all’uomo.

Ecco perché vi sono così pochi reperti fossili: non hanno avuto tempo di vivere milioni di anni, ma soltanto poche migliaia di anni.

In origine tutte le creature erano erbivore e quindi è comprensibile come i paleontologi continuino a trovare dentature fossili che ricordano erbivori, o almeno onnivori. Cominciarono ad uccidere per nutrirsi dopo il peccato di Adamo, lentamente, quando la morte entrò nella storia del mondo, come si legge in Genesi 3:17 e nel successivo resoconto dell’assassinio di Abele.

Molti animali si trovano sepolti in “giacimenti” fossili perché vennero colti improvvisamente da un cataclisma che durò circa 5-6 mesi: è stato annunciato e descritto in Genesi 7!

Dopodiché, molte specie si estinsero, mentre alcune famiglie distinsero più sottospecie, sempre tra coloro che possono riprodursi tra di loro. Solo oggi, l’uomo, nel suo vano orgoglio, tenta di combinare e creare specie artificialmente, senza successo oltre la varietà di razze, o rendendole deboli, sterili o caduche per gravi disfunzioni fisiologiche o genetiche.

Ebenezer

Siamo fatti di terra e acqua

Siamo fatti di terra e acqua

A proposito di acqua ...

Non riesco proprio a capire né a condividere la  posizione di quanti, e sembrano non pochi, considerino  l’acqua come  addirittura parte di una prima creazione, o le danno una connotazione eterna, proprio come a sostenere che l’acqua dovesse accompagnare il Creatore (così avvenne in alcune rappresentazioni figurative dell’arte sacra secoli fa). Da dove giungono queste strane affermazioni? Da una errata e forzata interpretazione della Bibbia. In Genesi 1:1-2 è scritto: Nel principio Dio creò i cieli e la terra. La terra era informe e vuota, le tenebre coprivano la faccia dell’abisso e lo Spirito di Dio aleggiava sulle acque.

Ora, onestamente, vi sembra da questo passo che l’acqua non faccia parte della creazione biblica? Non si intende invece sostenere che nel principio fu creata la terra, e quindi insieme ad essa la grande quantità d’acqua che la ricopriva? Infatti il versetto 9 di Genesi 1 recita: “Dio disse: le acque sotto il cielo siano raccolte in un unico luogo e appaia l’asciutto” Estrapolare così, fra l’altro senza che ci sia modo all’interno del verso, un concetto e renderlo poi assoluto è una forzatura palese che alimenta teorie bizzarre ed estrose ma non corrisponde al senso originale del testo biblico. Sostenere poi che Dio dall’acqua abbia originato forme di vita di animali non prettamente acquatici mi sembra assai tendenzioso. Che idea ti sei fatto della Bibbia? E’ un’idea completamente personale, o ti sei fatto influenzare da critiche provenienti da fonti appunto ricche di pregiudizio e poco oneste?

Bambini

La Bibbia è l’unico testo antico che ci parla degli inizi dell’uomo. Ecco cosa ci dice in Genesi 2:6-7 : “…ma un vapore saliva dalla terra e bagnava tutta la superficie del suolo. Dio il SIGNORE formò l’uomo dalla polvere della terra, gli soffiò nelle narici un alito vitale e l’uomo divenne un’anima vivente.” Adham, l’uomo ,in ebraico, viene tratto da adhamah, la terra. La Bibbia dice che l’uomo è stato fatto da Dio attraverso un miscuglio di acqua e terra. Non per niente gli elementi chimici che troviamo nell’universo, e quindi sul suolo, sono 92, proprio quanti ci compongono; già , siamo fatti di acqua, di ferro, di cromo, di silicio, ecc, ecc.

Sta la Bibbia contraddicendo la scienza? No, la scienza sostiene proprio questo. Si pensi che il racconto babilonese della creazione, quasi coetaneo di quello di Mosè, autore della Genesi, ci riporta che le acque sorsero dal sangue di un mostro ucciso dal dio Marduk. Alcune teorie suggeriscono però, contrariamente alla Bibbia, che la vita non poteva apparire sul pianeta prima di grosse esplosioni di supernove, adatte a portare elementi chimici più pesanti, quali il ferro, il cromo, ecc. Attenzione, sono teorie, eppure molti considerano e divulgano queste ipotesi come certezze accadute. Questa non è scienza, ma speculazione, forzatura. I nostri ragazzi a scuola studiano delle speculazioni e supposizioni, spesso azzardate, camuffate da vera scienza. Stavo ad esempio riflettendo sul fatto che il ferro è uno degli elementi più comuni sulla Terra, di cui costituisce circa il 5% della crosta. La maggior parte di esso si trova in minerali costituiti da suoi vari ossidi, tra cui l’ematite, la magnetite, la limonite e la taconite; si ritiene addirittura che il nucleo terrestre sia costituito principalmente da una lega di ferro e nichel, la stessa di cui è costituito circa il 5% delle meteoriti. Per quale motivo dovrei credere a supposizioni che non si potranno mai accertare e che vogliono vedere a tutti i costi l’arrivo di certi elementi chimici sulla terra in seguito ad esplosioni di stelle? Siamo circondati da ferro, dentro di noi c’è del ferro, eppure deve arrivare da così lontano per poter contribuire come elemento nel dare inizio alla vita?

Sappiamo che gli elementi oltre il ferro nella tavola periodica non possono formarsi tramite la normale fusione nucleare che avviene nelle stelle. Alcuni elementi molto più pesanti di idrogeno ed elio vengono “fabbricati” si pensa attraverso esplosioni di supernove. Questi elementi indispensabili alla vita sarebbero arrivati fino a noi. Scusate ma in che quantità, in quanto tempo, e la nostra atmosfera li ha frenati? Restano dubbi , supposizioni. Alcuni scienziati onestamente le chiamano ancora teorie, ma quanti vogliono eliminare la possibilità di un Agente creatore, che non contraddirrebbe fra l’altro la vera scienza galileana, ossia fatta di dimostrazioni ripetibili e con uguali risultati a sostegno, le considerano certezze. Prima di professare amore per la scienza dobbiamo chiederci quanto è dimostrabile scientificamente quanto si sostiene, anche da parte di addetti ai lavori. 

Per rimanere in serio ambito scientifico pensiamo per un attimo a quanti minerali sono presenti nel corpo umano; pensiamo al fatto che se ingeriti come elementi inorganici creerebbero serissimi problemi alla salute, quindi dobbiamo necessariamente ingerirli “modificati” attraverso l’assunzione di alcuni cibi. Leggi come assumiamo il cobalto su questo link, se hai tempo. Chi ha programmato le nostre cellule a nutrirsi in questo modo sofisticato? Come fanno a sapere le nostre cellule che devono alimentarsi “intelligentemente” persino di cobalto? E pensare che io supponevo nella mia ingenuità di non averne in corpo!

Quando Dio ha soffiato su quei 92 elementi li ha combinati con sistemi ancora a noi sconosciuti. L’esperimento di Miller, effettuato in laboratorio con miscele di gas primordiali attraversati da una scarica elettrica, voleva dimostrare come da materia inorganica si possa essere formata la vita. Ottenne degli aminoacidi , utilizzando però la cosiddetta trappola fredda ,che non poteva certo esistere agli inizi della vita, in quanto era un sistema meccanico che estraeva immediatamente da quell’ambiente riprodotto eventuali aminoacidi ottenuti. Il problema sta nel fatto che senza questa forzatura non ottenne nulla. Tra l’altro senza la trappola fredda non sarebbe stato possibile evitare la distruzione degli aminoacidi stessi.

C’è un altro serio problema che i divulgatori scientifici di parte non citeranno appositamente:  tracce d’ossido di ferro e uranio scoperte in rocce che si stima risalgano a 3,5 miliardi di anni fa dimostrano che l’antichissima atmosfera terrestre non era priva di ossigeno, come asseriscono gli evoluzionisti. Si noti che “L’assenza di ossigeno era importante perché, altrimenti, qualsiasi composto organico si sarebbe rapidamente ossidato a diossido di carbonio e acqua” (da “Le Origini della vita” edizioni Einaudi). Ammettiamo che l’esperimento di Miller abbia avuto successo (e non fu così), ora il problema più rilevante è spiegare come queste semplici molecole organiche possono unirsi in modo ordinato per formare i polimeri. Le proteine, infatti, sono molecole giganti composte da aminoacidi, i quali sono disposti secondo una sequenza particolare in certe quantità e strutture. Queste molecole costituiscono i blocchi da costruzione delle cellule viventi. La più semplice è composta da una sequenza di cinquanta molecole di aminoacidi, dei quali si conoscono 20 tipi diversi, mentre in altre se ne possono contare migliaia. L’aggiunta o la sostituzione di una singola molecola nella struttura di una proteina può trasformarla in un inutile ammasso molecolare. 

Esistono due diversi tipi di proteine, le proteine strutturali, che rappresentano i materiali di costruzione della cellula, e le proteine enzimatiche, che svolgono il ruolo di regolatori dei processi cellulari (le proteine enzimatiche non solo guidano, ma rendono anche possibili certe reazioni chimiche che normalmente non avverrebbero a livello cellulare). Per quanto diversi possano essere questi due tipi di proteine o le loro funzioni, tutte sono costituite dagli stessi elementi di base: gli aminoacidi. Immaginiamo per assurdo che tutti gli aminoacidi (20 in totale) si formino casualmente e spontaneamente. Consideriamo una proteina di media dimensione composta di dodici diversi amminoacidi disposti in una catena polipeptidica di 288 molecole d’aminoacidi. Di tutte le possibili sequenze, soltanto una costituisce la desiderata proteina. Il resto di esse sono catene di aminoacidi che possono risultare o del tutto inutili o potenzialmente dannose per gli esseri viventi. In altre parole la probabilità che gli aminoacidi si dispongano casualmente nell’esatta sequenza per formare una sola molecola proteica di media dimensione è pari a 1 su 10300 (10 seguito da 300 zeri). Consideriamo, ora, una molecola proteica costituita di 500 amminoacidi: la probabilità che tutte le molecole, dei vari aminoacidi, si dispongano casualmente nell’esatta sequenza è 1 su 10950 (10 seguito da 950 zeri). Un numero veramente difficile da immaginare. Nell’organismo umano vi sono oltre 140.000 proteine diverse (meno del 2% è stato finora descritto adeguatamente). Si potrebbe obiettare che l’organismo umano è così complesso perché è il risultato di un processo evolutivo durato miliardi di anni. 

Consideriamo, allora, uno dei più piccoli batteri mai scoperti: il Mycoplasma Hominis H39. Questo microrganismo racchiude 600 diverse proteine. In questo caso dovremmo rifare gli stessi calcoli delle probabilità prima applicati ad una sola proteina per ognuno di questi 600 tipi differenti. Anche il concetto di assurdo, forse, non esprime adeguatamente l’improbabilità che l’origine della vita sia un evento spontaneo e casuale. Un tentativo ancora più disperato fu quello di Sidney Fox: ipotizzò che gli aminoacidi formatesi negli oceani fossero stati trascinati su qualche roccia nelle vicinanze di un vulcano. In questo modo l’acqua sarebbe evaporata e gli aminoacidi essiccati avrebbero potuto combinarsi per costituire le proteine. Per cui, Fox prese un miscuglio di aminoacidi, non quelli ottenuti con il metodo di Miller, ma aminoacidi provenienti da proteine animali purificati in laboratorio. Questo miscuglio fu riscaldato, disidratato e disciolto in acqua. In questo modo gli aminoacidi presentavano una debole attività catalitica, ossia tendevano a legarsi tra loro. Gli aminoacidi si combinarono, ma non nelle sequenze esatte per ottenere le proteine, ma si unirono tra loro in moltissimi modi e non nei legami peptidici (gli unici utili per formare le proteine). Fox in questo modo non ottenne nemmeno una sola proteina, ma solo disordinate catene d’aminoacidi, che tra l’altro, si formarono in condizioni falsate in laboratorio e non in situazioni naturali.

Ecco che il famoso geochimico Jeffrey Bada, del San Diego Scripps Institute, rende chiara e sincera per una volta la posizione degli evoluzionisti riguardo  all’abiogenesi, dichiarando infatti qualche anno fa sulla rivista Earth queste parole: “… ci troviamo ancora di fronte al più grande problema irrisolto che avevamo : Come ha avuto origine la vita sulla Terra?” Io sinceramente non so quanto tempo sia passato dalla  creazione dei cieli e della terra descritta in Genesi 1:1 e l’inizio della vita che segue nel racconto biblico, ma una cosa so con certezza scientifica: le proteine che costituiscono le mie cellule sono guidate da istruzioni inerranti del Dna. Acqua e terra si fondono perfettamente dentro di me, c’è tale armonia, c’è tale equilibrio ed io resto un attonito spettatore passivo in tutti questi miliardi di processi chimici. 

Ma la scienza non ci può dire proprio tutto, infatti so anche, e lo sento, che lo Spirito di chi mi ha voluto è dentro me, perché ho creduto. Colossesi 1:17 Egli (Cristo) è prima di ogni cosa e tutte le cose sussistono in Lui. La scienza può indagare sulle leggi del mondo visibile, ma noi siamo fatti e pensati anche per l’invisibile, l’eterno. Non c’è nessuna magia in quell’acqua, in quella manciata di minerali, ma c’è il Suo tocco che fa la differenza. Io non cerco più risposte sulle origini, le risposte sono disponibili, basta prenderle e non offendono la ragione.

Enzodiesse

È nato prima l’uovo o la gallina?

È nato prima l’uovo o la gallina?

Questo indovinello ha affascinato generazioni di bambini, ma anche gli adulti hanno qualche difficoltà a rispondere.

Guardo l’uovo: da esso esce un pulcino, pian piano cresce e diventa gallina. Un bel giorno, poi, questa gallina fa un uovo, lo cova e sorprendentemente ne esce un altro pulcino. Allora, con la mente percorro questa procedura alla rovescia per giungere alla prima gallina che io possa immaginare.

Da dove sarà mai venuta fuori? Dal primo uovo forse?

Se fosse così, chi o cosa può aver messo dentro all’uovo le istruzioni per trasformarsi in gallina? E soprattutto chi mai potrebbe averlo covato per far nascere il primo pulcino?

Dev’esserci stata una “prima gallina”, dunque. Essa depositò il primo uovo, lo covò, finché l’uovo diede alla luce il primo pulcino. La Bibbia (Genesi 1:24-25) lo conferma: DIO all’inizio creò ogni sorta di materia minerale, le piante e gli animali, tra questi anche la prima gallina (ed il primo gallo).

Uove

Gli animali si riproducono “secondo la loro specie”, quindi mantengono la propria identità di specie. L’affermazione è molto chiara e ci conforta fin dalle origini dell’universo sulla stabilità di questo processo vitale che tutti possiamo osservare (anche scientificamente).

Non è stato un brodo primordiale a generare una gallina, non è stata una cellula che ha deciso di cambiare specie, non è stato un animale non-gallina a produrre un uovo di gallina, né a produrre un uovo di non-gallina che generò una gallina. Non ci fu una sequenza interminabile di errori che produssero qualcosa di vivo per caso, e neppure la vita di una gallina venne prodotta da qualcosa di morto o di non vivente. Tutto questo non è mai stato osservato scientificamente e non è mai stato registrato come fatto storico.

Galline si sono sviluppate con tratti esteriori diversificati tra loro, ma sempre galline. Non vi è prova scientifica che smentisca questa modalità di esistenza della vita e la Bibbia non contraddice la scienza (quella vera), ma la supporta.

La vita animale sul pianeta Terra è cominciata il sesto giorno dall’inizio della creazione, stabilendo i principi generali della biologia e della genetica. Non c’è animale che si sviluppi con DNA di altre specie da fecondazione della sua specie, né vi è animale che generi specie diverse dalla sua col DNA della propria specie, ma tutti seguono la loro.

Anche considerando le specie animali nelle molteplici definizioni date dalla scienza moderna, non si giunge ad un accordo unanime né sulla definizione, né sulla determinazione di quante e quali specie vivano e si riproducano oggi. Ma Dio, che è l’Autore della vita e della creazione, sa quante sono le specie e seguendo i suoi presupposti si può studiare correttamente quante sono le specie viventi.

Linneo cominciò a classificare le specie secondo criteri formali, ma partì da basi bibliche veritiere per osservare la natura e descriverla in modo genuino.

Sostenitori dell’evoluzionismo, invece, quali Mayr, Dobzhansy e Darwin, partirono da ipotesi fantasiose per creare storie complicate, mai dimostrate storicamente o scientificamente, ma che producono una visione della vita tanto oscura e grottesca, da alimentare la falsa speranza di manipolare la vita ignorando Dio.

Gli animali vivono le leggi biologiche originali. L’uomo impregnato di cultura atea ed egoista, invece, non ubbidisce al mandato di amministrazione del creato (Genesi 1:28) quando abusa degli animali, accoppiandoli in qualunque modo, alterandoli geneticamente, mutilandoli e torturandoli, massacrandoli per usi superflui e consumo spropositato, sperimentandoli senza apportare reali, dimostrati benefici.

Ebenezer

Lavoro minorile

Lavoro minorile

Tratto da “La Repubblica” del 1 marzo 2021

 
La parola chiave per capire il fenomeno del lavoro minorile è “sommerso”. Nel mondo 152 milioni di bambini sono vittime di sfruttamento (lavorativo, sessuale, accattonaggio forzato), di cui 73 milioni costretti in attività pericolose che mettono a rischio la salute, la sicurezza e lo sviluppo morale dei minori.
Un fenomeno presente anche nei Paesi più avanzati come l’Italia, seppure da noi  vietato dal 1967, e che la pandemia, la chiusura delle scuole e l’allargamento delle aree di povertà, ha aggravato.
 
Approfondisci l’argomento: Da dove vengono i miei vestiti?

Le tre età della donna

Klimt

Le tre età della donna

Nell’opera di Klimt (Le tre età della donna), madre e figlia sono immerse in un sonno profondo e rassicurante.

La donna dalle guance colorate è raffigurata con un’espressione del volto distesa e tranquillizzante. Una serenità che è ben rappresentata anche dalla bambina posata sul grembo della madre con le sue mani e la sua innocenza di riccioli castani. Un’unione, quella tra madre e bambina, metafora del legame indissolubile che accomuna per natura, ciascuna mamma con i suoi figli.
Klimt

Mamma

Mamma

Madre, 
mi sono care le rughe 
del tuo volto, 
ed il sorriso paziente 
che sempre ha accompagnato 
il mio essere bambina.
Sono cresciuta 
alla tua scuola, 
ed ora, 
non più giovane, 
mi rifrango silenziosa 
nel tuo stesso sguardo. 
 
Fausta Giovanelli
 
 

Un’immagine fluttante

Non si spegnerà mai 
il ricordo di te, mamma. 
Avevi per me 
sorrisi da afferrare 
e carezze da condividere. 
Ti preoccupavi 
 dei miei passi 
anche quando già 
guardavo il mondo 
con i miei occhi. 
Nelle tue preghiere 
c’era il mio sogno 
e la tua guida costante 
mi ha aperto il sentiero 
per raggiungerlo. 
Quando ti penso 
m’ inonda un pianto silenzioso 
dove può annegare 
la disperazione della mia anima. 
Ed io sono qui 
a scrutare ancora dal bozzolo 
delle mie ignote potenzialità 
brecce di futuro, cercando di sfuggire 
agli spettri delle mie incertezze. 
Nella mente sei 
un’ immagine fluttuante. 
Si risvegliano memorie lontane 
che riaccendono il sorriso, 
se mi abbandono al vento dell’amore 
che mi hai donato a piene mani. 
 
Giusy Guarino

Breve storia del cristianesimo

Breve storia del cristianesimo

Il Cristianesimo fu fondato nel 1° secolo d.C da Gesù di Nazareth e dai discepoli che lo avevano conosciuto, come gli apostoli, gli evangelisti Marco e Luca, Paolo di Tarso che favori’ la fondazione di comunità cristiane o “chiese”, dopo la sua conversione.

Dopo essere stato fortemente osteggiato dall’impero romano (che attuò persecuzioni di ogni tipo verso i credenti), il cristianesimo ottenne di poter essere professato nel 313 d.C quando l’imperatore Costantino emanò l’Editto di Milano, con cui concedeva libertà di culto ai cristiani.

Da Gerusalemme inizialmente il cristianesimo si diffuse in tutto il vicino Oriente. In Europa si propagò nel Medioevo (sostenuto da Papi ed Imperatori) e continuò ad espandersi nel mondo con le grandi scoperte del Rinascimento in poi, diventando la maggior religione al mondo.

Durante la loro storia i cristiani hanno sia subìto che inflitto persecuzioni (le crociate), hanno conosciuto scismi e lotte, talvolta anche cruente, ingaggiate sia tra diverse correnti interne allo stesso cristianesimo, che contro altre religioni.

Le prime sono derivate da dispute teologiche che hanno sancito la nascita di diverse chiese distinte. Le confessioni principali del cristianesimo sono: la Chiesa cattolica romana (capeggiata dal Papa), la Chiesa ortodossa orientale  (nata nel 1054 dalle rispettive scomuniche tra il Papa di Roma ed il Patriarca di Costantinopoli) e le varie Chiese Protestanti (sorte nel 1500 a seguito della Riforma protestante operata in Germania da Martin Lutero).

Oggi si stima che i cristiani nel mondo siano poco meno di due miliardi, di cui un miliardo circa di cattolici, 720 milioni tra protestanti e anglicani e 220 milioni di ortodossi.

Religione cristiana cattolica

La religione cattolica crede alla sovranità del Papa, in quanto Vicario di Cristo sulla terra. Non è strettamente legata ai precetti delle Sacre Scritture, quanto piuttosto alla loro interpretazione da parte dei ministri della Chiesa, i quali si offrono come guide spirituali dei fedeli per condurli alla salvezza.

Molti dei precetti dipendono dalla tradizione e dai dogmi stabiliti dalla Chiesa, la quale, quindi ha il potere di interpretazione, di innovazione ma anche di giudizio del fedele. La religione cattolica crede fortemente in dogmi non stabiliti dalle Sacre Scritture: nella Transustanziazione (evento miracolistico in cui il pane ed il vino dell’Eucaristia si trasformano nel corpo e nel sangue di Cristo), nel culto della Madonna, dei santi e dei sette sacramenti. La salvezza dell’uomo è determinata dalle sue scelte e dalle sue azioni in vita, non da un atto di predestinazione, pertanto ogni essere umano diventa artefice del proprio destino attraverso il “libero arbitrio”, ossia la libera scelta di comportamento durante la vita terrena.

La religione ortodossa

La Chiesa Ortodossa (in greco orthodoxia significa retta fede), come quella cattolica e il protestantesimo, appartiene al cristianesimo, religione monoteista, a carattere universale, nata in seno al giudaismo e si fonda su Gesù Cristo, privilegiando però la sua natura divina rispetto a quella umana. I cristiani ortodossi credono in un solo Dio, nelle persone del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. La chiesa aderisce al messaggio del Vangelo; evento centrale della liturgia è l’Eucarestia. Gli ortodossi rifiutano il principio dell’infallibilità del papato e non lo riconoscono come guida della cristianità. Ogni ortodosso si affida al proprio padre spirituale che può essere un prete ma anche un laico. Il padre spirituale è un profondo conoscitore della Bibbia ed è in grado di aiutare i fedeli a comprenderne il messaggio. Il fine di ogni cristiano è la divinizzazione, cioè quel processo che porta l’uomo a ricongiungersi con Dio. La Chiesa Ortodossa riconosce solo alcuni santi. Ogni comunità è libera però di affidare le proprie preghiere anche a quelli non riconosciuti ufficialmente.

Secondo la tradizione ortodossa il corpo e l’anima possiedono la stessa grazia divina, per questo le reliquie dei santi sono molto venerate. I principali sacramenti della religione ortodossa sono gli stessi di quella cattolica ma si differenziano per alcuni aspetti: il battesimo, per esempio, prevede l’immersione totale del corpo in acqua. La comunione celebrata sempre nelle forme del pane e del vino; un uomo sposato può diventare sacerdote e diacono ma non vescovo. Non esiste una guida suprema: molte chiese nazionali sono autocefale, cioè governate da un Patriarca e dai suoi vescovi. Il culto ortodosso è diffuso soprattutto nell’Europa orientale; duramente messo alla prova nel secolo scorso dall’affermarsi dei regimi comunisti dell’Est Europa, è rinata dopo il crollo del muro di Berlino.

Religione cristiana evangelica

I principi fondamentali delle religioni protestanti (o evangeliche) sono:
  • Sola fide: la salvezza dell’uomo è giustificata unicamente dalla fede
  • Sola gratia: la salvezza dell’uomo dipende solo dalla grazia di Dio
  • Solo Christus: il capo della Chiesa è solo Gesù Cristo
  • Sola Scriptura: i precetti della religione si devono basare solo su quello che è scritto nelle Sacre Scritture
  • Soli Deo Gloria: ogni atto di fede deve essere fatto per la gloria di Dio e non per il privilegio di altri.

La radice di tutti i mali? L’egoismo

La radice di tutti i mali? L’egoismo

Tratto dal libro: Con Madre Teresa, 24 proposte per una vita felice

Autori: Luigi Guglielmoni – Fausto Negri
Edizioni: Paoline
 

La generosità salverà il mondo di Jean Vanier

… Di fronte alla gravità della crisi e delle ingiustizie, vi è bisogno di una nuova generazione di uomini e di donne capaci di una grande generosità …
È necessaria una disponibilità più reale, una povertà più radicale, una speranza più grande, un’audacia più globale, una sete di giustizia e di verità più ardente. Il male è troppo grande, la decadenza ormai troppo avanzata.
Abbiamo bisogno più che mai di uomini e di donne capaci di amare …
 

Madre Teresa suggerisce:

È così facile essere orgogliosi, collerici ed egoisti, ma noi siamo stati creati per cose più grandi. Perché rovinare la bellezza dei nostri cuori?

Non nasciamo da soli, iniziamo a parlare perché qualcuno ci parla, cresciamo se abbiamo adulti che ci aiutano … Il cammino da compiere è passare dall”io” del bambino centrato su di sé, al “noi” dell’adulto capace di relazione. L’individualismo esasperato porta a vedere l’altro come un concorrente, un avversario o un intruso. La società egoistica dalle porte blindate e dai cuori chiusi crea un clima sociale da giungla, in cui prevale il diritto del più forte e l’affermazione dei propri interessi egoistici … continua …

 

La sconfitta peggiore? Lo scoraggiamento

 
 

Non scoraggiarti  (Dom Helder Camara)

 

Non scoraggiarti se sogni il sole e uscendo ti bagni per la pioggia.

Non scoraggiarti se speri  che quel fiore viva e ti svegliche lo trovi appassito.

Non scoraggiarti se credi nel sorriso di un uomo, e poi,lo stesso uomo ti delude.

Non scoraggiarti se doni tutto di te e poi studiandotiti scopri un pozzo vuoto, senz’acqua, privo di tutto:

non scoraggiarti, perché c’è chi riempie quel tuo pozzo di un’ acqua che disseta la mente, il corpo, e soprattutto l’anima.

Continua …

 
Lo scoraggiamento è uno stato d’animo in cui tutto sembra inutile, in cui i problemi o le difficoltà sembrano montagne impossibili da superare. Lo scoraggiamento non dipende dalle circostanze, ma dipende dallo stato d’animo che abbiamo riguardo alle circostanze … Lo scoraggiamento è come una catena pesante … il male peggiore che lo scoraggiamento produce è che ostacola dal camminare nella strada giusta, perché sembra troppo difficile e perciò, come conseguenza, una persona arriva a subire il presente e a non sperare per il futuro … continua …
 

La cosa più facile? Sbagliarsi

La cosa più facile? Sbagliarsi

È preferibile commettere degli errori con gentilezza e compassione, piuttosto che operare dei miracoli con scortesia e durezza. Non c’è da meravigliarsi per le nostre mancanze.

I cinesi hanno un proverbio molto saggio: “L’uccello della tristezza potrà girare attorno, ma bada che non faccia il nido sull tua testa”. Gli alti e bassi della vita sono inevitabili, ma non dobbiamo lasciarci sopraffare da essi nella ricerca della nostra santità … continua …

Sviluppa la tua personalità

Sviluppa la tua personalità

Rispondendo ai quesiti dei test proposti siamo arrivate alla comprensione delle caratteristiche attribuibili alla natura di ciascuna. Dai risultati è emerso un gruppo eterogeneo: chi apparteneva al profilo popolare – sanguigno (vivace ed estroverso), altre a quello perfettamente malinconico (artistico e profondo), ancora al tranquillo – flemmatico (calmo ed organizzato) e, per finire, in parte minore, alla tipologia del potente – collerico (energico e dominante). Il fatto curio so affiorato è che, ognuna di noi, ha manifestato in modo più o meno equilibrato, una mescolanza dei vari aspetti; sta proprio qui la bellezza e l’unicità di ogni essere umano, la sua varietà e complessità che lo contraddistinguono da ogni altro suo simile.

Temperamento popolare sanguigno

Tratto da : Sviluppa la tua personalità
Autore: Florence Littauer

Editore: Gribaudi Self-Help

 
Ecco le otto caratteristiche che contraddistinguono questa personalità: 
– il sollievo della gioia nei guai
– il tocco dell’innocenza in un’era spossata
– una parola spiritosa quando ci sentiamo oppressi
– una boccata di umorismo quando siamo tristi
– il raggio di speranza che soffia via le nostre nuvole nere
– l’entusiasmo e l’energia per ricominciare da capo
– la creatività e il fascino per dare colore ad una giornata grigia
– la semplicità di un bambino nelle situazioni complesse
 
A questo tipo di temperamento possiamo abbinare la Scrittura di Proverbi 17:22: ” un cuore lieto fa bene al corpo”
 
 

Temperamento potente collerico

Le otto peculiarità del temperamento potente collerico sono le seguenti:
– il controllo saldo quando gli altri perdono il loro
– la determinazione della decisione per le menti confuse
– il dominio del comando che ci guida verso il bene
– la prontezza di assumersi un rischio in una situazione incerta
– la sicurezza di rimanere fedeli a se stessi anche davanti al ridicolo
– l’indipendenza di poter stare da solo ed essere stimato
– la carta stradale della vita quando ci perdiamo
– l’impulso a “prendere le armi contro un mare di guai e, contrastandoli, porre loro fine”.
 
La Scrittura abbinata a questa personalità è quella di Proverbi: 11, 14: “Senza una direzione un popolo decade; il successo sta nel buon numero di consiglieri”.
 
 

Temperamento perfetto malinconico

Le caratteristiche di questa personalità si possono riassumere in questi otto punti: 
– la profondità di cogliere il cuore e l’anima della vita
– la natura artistica per apprezzare la bellezza del mondo
– il talento per creare un capolavoro là dove prima non esisteva nulla
– la capacità di analizzare e giungere alla giusta soluzione
– l’occhio per il particolare mentre gli altri fanno le cose in modo grossolano
– l’obiettivo per portare a termine quello che hanno cominciato
– l’impegno: ” se vale la pena farlo, vale la pena farlo bene”
– il desiderio di “fare tutto in modo decoroso e ordinato”.
 
 
La Scrittura abbinata a questo temperamento e’ quella di Proverbi 27: 12: ” l’uomo accorto vede il pericolo e si nasconde, quelli inesperti vanno avanti e ne fanno le spese”.
 
 

Temperamento tranquillo flemmatico

Le caratteristiche di questo temperamento si possono riassumere in questi otto punti:
– la stabilità di continuare a seguire il cammino imboccato
– la pazienza di sopportare i provocatori
– la capacità di ascoltare mentre gli altri dicono la loro
– il dono della mediazione, unendo forze contrarie
– l’obiettivo della tranquillità quasi a qualunque costo
– la compassione di confortare chi è afflitto
– la determinazione di mantenere la testa sulle spalle quando gli altri la perdono
– la volontà di vivere in modo che persino i nemici non riescano a trovare qualcosa di cattivo da dire su di voi.
 
A questo temperamento e’ associata la Scrittura di Proverbi: 15, 4: “Una lingua dolce è un albero di vita, quella malevola è una ferita al cuore”.
 
 

Fai il test della personalità

Riceverei una descrizione concreta e accurata di chi sei e perché fai le cose nel modo in cui le fai.