Lettura

Lettura

Si legge per evadere, per piacere, per conoscere, scoprire, avere risposte o altro. Qualunque sia la motivazione con cui ci approcciamo alla lettura, sperimentandola, ci accostiamo all’intimità’, al mondo interiore delle emozioni, dell’immaginazione, della fantasia, dell’inconscio … e ne usciamo trasformati.

La scelta di un libro è specchio della nostra identità: riflette bisogni e desideri profondi, spesso inconsapevoli, che si materializzano attraverso i personaggi raccontati o lo svolgersi della trama. Leggere è ascoltare il silenzio dell’essere, appartarsi, prendersi cura della propria anima, ricaricarla dallo stress, dai rumori e dalla frenesia della vita quotidiana. La lettura è un viaggio che aiuta a sopportare meglio la solitudine della vita, perché il libro diventa un compagno fedele a cui aprire il cuore senza veli. Non rinunciare a leggere, a stupirti, incuriosirti e scoprire ciò che si cela nelle pagine di un libro. In ogni racconto, in ogni scritto, in ogni lettura troverai sempre qualcosa che ti appartiene o ti rassomiglia perché il palcoscenico della vita è unico ed affine ad ogni essere umano … così, leggendo, potrai incontrare o ritrovare una parte di te stesso. 

Fausta


Giralibro

Felicità

Felicità

Oggi voglio essere felice: ma cos’è la felicità?

Questo stato d’animo, spesso effimero e sfuggente, a cui tutti aneliamo?

Frequentemente confondiamo o equipariamo la felicità con il possesso: beni materiali, successo, potere, piaceri, fama, gloria, relazioni. La vera felicità è un sentimento di profondo appagamento, pace e libertà interiore, indipendentemente dalle circostanze esterne.

Come sostiene il grande filosofo e drammaturgo romano, Lucio Anneo Seneca: “Nessuno lontano dalla verità può dirsi felice”.

Albert Einstein

Albert Einstein

Chi è?

Albert Einstein è stato probabilmente il più grande scienziato del XX secolo, capace di dare contributi innovativi nei settori più disparati della fisica, della teoria atomica della materia, della cosmologia.

Nasce ad Ulm, Germania meridionale, il 14 marzo 1879, primo di due figli, da genitori ebrei non praticanti. Albert è un bambino solitario ed impara a parlare molto tardi. L’incontro con la scuola è subito difficile in quanto odia i sistemi severi che la rendono, ai suoi tempi, simile ad una caserma.

Nel 1896 finalmente si iscrive al Politecnico, prendendo una decisione importante, quella di diventare insegnante.

Attività?

È presidente del comitato “Pietre d’inciampo” che a Milano collabora con numerose associazioni che raccolgono testimonianze sulla deportazione e che si occupano dell’ antifascismo.

Nel 2004 ha ricevuto una medaglia d’oro dalla città di Milano e due lauree ad honorem: la prima nel 2008 in Legge, dall’università di Trieste e la seconda nel 2010 in Scienze pedagogiche da quella di Verona.

Perché è famoso?

È conosciuto per aver conseguito nel 1921, il premio Nobel alla fisica, con la Teoria della relatività.

Negli anni della minaccia nazista Einstein rinuncia alle posizioni pacifiste per scrivere nel 1939 assieme ad altri fisici, una lettera famosa indirizzata al presidente Roosevelt, nella quale viene sottolineata la possibilità di realizzare un’arma nucleare: “la bomba atomica”.

Einstein ovviamente disprezza profondamente la violenza e conclusi questi terribili anni di conflitti, si impegna attivamente contro la guerra e contro le persecuzioni razziste, compilando una dichiarazione pacifista per vietare l’uso delle armi nucleari.

Si spegne il 18 aprile 1955, all’età di 76 anni, negli Stati Uniti, circondato da molti onori. Il suo nome in molte culture popolari è diventato sinonimo di genio e grande intelligenza. Anche il suo volto e le sue fattezze (i lunghi capelli bianchi ed i folti baffi) sono diventati uno stereotipo simboleggiante proprio la figura dello scienziato geniale.

Einstein

Liliana Segre

Liliana Segre

Chi è?

Liliana Segre nasce a Milano nel 1930, in una famiglia ebraica.

Superstite dell’Olocausto e testimone della Shoah italiana, attualmente è un’attivista e senatrice a vita.

 

Attività?

È presidente del comitato “Pietre d’inciampo” che a Milano collabora con numerose associazioni che raccolgono testimonianze sulla deportazione e che si occupano dell’ antifascismo.

Nel 2004 ha ricevuto una medaglia d’oro dalla città di Milano e due lauree ad honorem: la prima nel 2008 in Legge, dall’università di Trieste e la seconda nel 2010 in Scienze pedagogiche da quella di Verona.

 

Cosa fa?

Liliana Segre dai primi anni novanta ha iniziato a raccontare la sua storia nelle scuole e in incontri pubblici, per diffondere la memoria di ciò che accadde durante la seconda guerra mondiale e di quali furono le conseguenze del nazifascismo.

 

Liliana Segre ha scelto Rondine, un piccolo borgo in provincia di Arezzo, per la sua ultima testimonianza pubblica, in occasione del Giorno della memoria.

Il 27 gennaio, come ormai (forse) tutti sappiamo, è la data di liberazione di Auschwitz, il campo di concentramento e di sterminio nel quale la senatrice a vita fu detenuta tra il 1944 e il 1945. Lì vennero uccisi il padre e i nonni di Liliana. Il giorno della memoria è tale per legge dal 2000. Prima non se ne sentì pubblicamente la necessità. Perché si aspetto’ così tanto? Nel dopoguerra prevalse il bisogno di rimuovere un passato di dolori, di ricominciare. Gli stessi sopravvissuti, tacquero per anni. Tra questi anche Liliana. Pochissimi milanesi sapevano che nei sotterranei della Stazione centrale di Milano, i propri concittadini ebrei e tanti altri deportati per ragioni politiche, venivano trasformati da persone, in oggetti di scarto, “pezzi” destinati al lavoro o alle camere a gas. La città voltò lo sguardo altrove. Sui giornali dell’epoca, ovviamente sotto censura del regime, nemmeno una riga.

Oggi quei sotterranei ospitano il Memoriale della Shoah. Ma solo da qualche anno. Per tutto il secolo scorso non furono altro, nel vissuto milanese, che anonimi depositi postali.

Maria Montessori

Maria Montessori

Chi è?

Maria Montessori è stata una scienziata italiana, una delle prime donne in Italia ad ottenere la laurea in Medicina (1896).

Oltre che medico fu anche educatrice, pedagogista, filosofa e neuropsichiatra.
 

Qual’era la sua attività?

Maria Montessori è divenuta nota per il metodo educativo definito “montessoriano”. Il suo pensiero identifica il bambino come un essere completo, capace di sviluppare energie creative e possessore di disposizioni morali che emergono solo attraverso la libertà dell’allievo.
 

Cosa ha fatto?

Nel 1907 Maria Montessori ha creato la prima “casa dei bambini”. Una casa speciale, ordinata in maniera tale che i piccoli la sentano veramente come loro.

Lo sviluppo del bambino infatti, secondo il metodo educativo montessoriano, deve compiersi secondo i ritmi naturali ed in base alla personalità dimostrata.

 
 

Marie Curie

Marie Curie

Chi è?

Marie Curie è stata una geniale ricercatrice, fisica , chimica e matematica polacca, naturalizzata francese.

 

Qual’era la sua attività?

Nel 1903 riceve insieme al marito Pierre Curie il premio Nobel per gli studi sulle radiazioni. Nel 1911 invece, ottiene il Nobel per la chimica, per la scoperta del radio e del polonio  (nome scelto in onore della sua terra).
Unica donna (fra i quattro candidati) vincitrice di due Nobel in distinti campi scientifici.
 

Cosa ha fatto?

Marie Curie ha sostenuto ricerche mediche e biologiche gettando le basi della moderna radioterapia per la cura del cancro.

Covid-19

Covid

Covid-19

Un anno fa le nostre esistenze sono state sconvolte da un virus crudele, il Covid 19 che ha mietuto vittime, paura, sconforto, dolore: tutt’ora è presente.

Come grande comunità non possiamo dimenticare le vite spezzate e gli affetti perduti. Nella mano della donna della foto però spunta una rosa: è un simbolo di speranza e di riscatto perché da questa sofferenza collettiva ciascuno possa riemergere come cittadino e persona migliore.
Covid

Sulla via per Emmaus

Lo Straniero

Sulla via per Emmaus

Quante volte percorrendo un itinerario ci siamo trovati ad un bivio? Quale strada scegliere? Quale orientamento per arrivare alla meta prefissata? Molto spesso, in mancanza di una cartina stradale o di un navigatore, ci fidiamo semplicemente dell’intuito o dell’istinto, e se ci va bene, raggiungiamo il traguardo.

Per analogia, come uomini e donne di fede, non vorremmo rimanere incerti o dubbiosi rispetto alla direzione da intraprendere nelle nostre vite. Solo seguendo il percorso indicato da Gesù nella Sua Parola, la Bibbia, avremo la certezza (come i due discepoli sulla via per Emmaus) di incontrarlo e conoscerlo effettivamente, con un ardore di animo e cuore, che ci spingeranno ed affretteranno a comunicare il prezioso messaggio ad altri.

Ogni giorno facciamo delle scelte: alcune volte razionali, altre località dall’emotività, o decidiamo di non scegliere.

La rotta migliore? La via giusta.

Come marinai, che attraversano il mare della vita, abbiamo bisogno di una “bussola” per seguire la rotta migliore.

Gesù (Lo straniero), è un capitano  magistrale che ci invita a salire sulla sua imbarcazione: sei pronto a salpare con Lui?

Le sfide quotidiane

Il discorso del Signore Gesù sulla montagna, riportato dall’evangelista e apostolo Matteo nei capitoli 5, 6 e 7 del suo Vangelo è di una bellezza e profondità incomparabile. Ogni nostro umano approccio risulta sempre incompleto e superficiale. In fondo è sempre così quando l’uomo si pone di fronte alla Parola di Dio.

Solo per oggi (San Giovanni XXIII)

Solo per oggi cercherò di vivere alla giornata senza voler risolvere i problemi della mia vita tutti in una volta.

Solo per oggi avrò la massima cura del mio aspetto: vestirò con sobrietà, non alzerò la voce, sarò cortese nei modi, non criticherò nessuno, non cercherò di migliorare o disciplinare nessuno tranne me stesso.

Solo per oggi sarò felice nel certezza che sono stati creato per essere felice non solo nell’altro mondo, ma anche in questo.
Solo per oggi mi adatto allecircostanze, senza pretendere che le circostanze si adattino ai miei desideri.

Solo per oggi dedicherò dieci minuti del mio tempo a sedere in silenzio ascoltando Dio, ricordando che come il cibo è necessario alla vita del corpo,  così il silenzio e l’ascolto sono necessari alla vita dell’anima.

Solo per oggi, compirò una buona azione e non lo dirò a nessuno.

Solo per oggi mi farò un programma: forse non lo seguirò perfettamente, ma lo farò. E mi guarderò da due malanni: la fretta e l’indecisione.

Solo per oggi saprò dal profondo del cuore, nonostante le apparenze, che l’esistenza di prende cura di me come nessun altro al mondo.

Solo per oggi non avrò timori.

In modo particolare non avrò paura di godere di ciò che è bello e di credere nell’Amore.

To be a dodici ore ciò che mi sgomenterebbe se pensassi di doverlo fare tutta la vita.

 La sofferenza

Libro: La voce di Dio nella sofferenza

Vedi il sermone sul monte

 

Le cicatrici d’oro: Kintsugi

When the Giapponesi riparano a oggetto rotto, valorizzano the crepa riempiendo la spaccatura con dell’oro. Essi credono che quando qualcosa ha subìto una ferita ed ha una storia, diventa più bello. Questa tecnica è chiamata “Kintsugi: oro al posto della colla, metallo pregiato invece di una sostanza adesiva trasparente. E la differenza è tutta qui: occultare l’integrità perduta o esaltare la storia della ricomposizione? Chi vive in Occidente fa fatica a a fare pace con le crepe: le spaccature, le ferite sono percepite come l’effetto meccanicistico di una colpa. Il pensiero digitale ci ha singolo a percorrere sempre e solo una delle biforcazioni; o è rotto o è intatto: se è rotto è colpa di qualcuno. The pensiero analogico arcaico, mitico, simbolico invece rifiuta le dicotomie e ci riporta alla compresenza degli opposti, che smettono di essere tali, nel fluire osmotico della vita. La vita è integrità e rottura insieme, perché is ri-composizione costante ed eterna.

La paura

L’ostacolo più grande? La paura.

Madre Teresa racconta

Nei miei viaggi in Medio Oriente passai da Gaza. L’area era un focolaio di violenza: perciò accettai immediatamente l’invito a fondare una casa in quel posto. Il giorno in cui le nostre sorelle arrivarono a Gaza e si recarono alla chiesa cattolica, dissero loro: “Proprio questa mattina il parroco è stato ucciso; ecco ancora le macchie di sangue sulla parete. Egli stava per donare a voi questa casa. Vi rimarrete lo stesso?”. Le suore trattennero il respiro mentre la superiora, una donna dotata di una forte fede e di spirito avventuroso, rispondeva: “Sì rimaniamo!”. E si stabilirono nella casa del sacerdote ucciso. Quando la superiora fu trasferita, dopo nove anni, i funzionari le chiederò:
“Lei dev’essere musulmana, vero?” Rispose: “Cosa vi fa pensare che lo sia? Io sono una religiosa cristiana”. Mah! Non ci è mai capitato di vedere cristiani comportarsi in modo così amichevole con la gente come fate voi, e neppure così occupati con i poveri”.

Il malumore

Il difetto peggiore? Il malumore

Esistono cristiani tristi, ansiosi, questi cristiani dei quali uno pensa se credono in CRISTO o nella Dea LAMENTELA.

Tutti i giorni si lamentano,si lamentano: “E come va il mondo, guarda, che calamità, ecc … !”
Ma, pensate: il mondo è il mondo; è sempre stato il mondo. Non si può predicare il Vangelo senza lotta spirituale:una lotta di tutti i giorni contro la tristezza, contro l’amarezza, contro il pessimismo.
 
Papa Francesco

In fondo al tunnel

Il libro il Dio prodigo, è stato scritto sia per i profani, osservatori curiosi, sia per gli iniziati alla fede. Sia per chi, nella parabola del figlio prodigo, Gesù identificherebbe con il “figlio minore” sia per chi, forse proprio malgrado, si può considerare un omologo del “figlio maggiore”.

Prenderò dunque spunto dal ben noto racconto allegorico riportato al capitolo 15 del Vangelo di Luca per arrivare al cuore della fede cristiana. La trama e i personaggi della parabola sono molto semplici. C’era un padre che aveva due figli. Il minore chiese al padre la propria parte di eredità, che gli venne concessa, e subito se ne partì per un paese lontano dove dissipò tutti i propri averi in dissolutezze e piaceri mondani. Tornato a casa pentito e con la coda tra le gambe, venne inaspettatamente riaccolto dal padre a braccia aperte. Tale festosa accoglienza indispose, tuttavia, il fratello maggiore. La storia si conclude con l’invito paterno, rivolto al figlio maggiore, a unirsi ai festeggiamenti e a perdonare il fratello minore. Continua …

Tratto dal libro: Il Dio prodiogo

Autore: Timothy Keller
Editore: la Casa della Bibbia

Libro: Non mi vergogno

La prova del red carpet

Ho fatto di tutto per integrarmi.
Ho cercato di mimetizzarmi
Fuori dalla tua prigione
Cercando una via d’inclusione
Oggi scopro che non ho catene
E che io sono io, e mi sta bene
E ho scoperto che non sono solo perché
C’è in giro tanta gente come me
Davvero, tanta gente come me,
Che mi ama nonostante me
Senza vergogna e senza paura di sostenere
Il nostro come e il nostro perché.
… Tutti outsider, fuori dagli schemi come me.

Testo della canzone di Lecrae

Libro: La guarigione del cuore

Domande scottanti

Fede e scienza a confronto. Cosa ne pensi?

Dio è maschilista?

Nella Bibbia sono descritte tante figure femminili, piene di forza e dignità, che hanno sradicato gli stereotipi e le semplificazioni inerenti alla donna, nella nostra tradizione religiosa e sociale.

Vi mostriamo alcuni esempi straordinari.

Sii “audace” come ESTER, e coraggiosa abbastanza per schierarti a difesa della verità, non temere di dire la tua opinione, lotta per il bene, davanti all’opinione pubblica anche a costo di sacrificare te stessa. Se Dio ti ha portato in una posizione è per uno scopo. Non avere paura a prestare attenzione alla voce interiore.

Leggi tutto

 

Credere vuol dire scegliere in modo consapevole, quanto conosci delle religioni?

Ti proponiamo un viaggio per scoprirlo

Libro: Guida illustrata alle religioni del mondo

Cristianesimo o religione?

Libro: Che cos’è il cristianesimo

Come faccio a sapere se conosco Gesù?

Gli esploratori dell’anima

Gli esploratori dell’anima

Ogni giorno facciamo delle scelte: alcune volte razionali, altre dettate dall’emotività, oppure decidiamo di non scegliere.

Come marinai, che attraversano il mare della vita, abbiamo necessità di una “bussola” per seguire la rotta migliore. Gesù (lo Straniero), è un capitano  magistrale che ci invita a salire sulla sua imbarcazione: sei pronto a salpare con Lui

Potremo fidarci di questo sconosciuto? Uno straniero al timone della nostra nave? Un po’ di perplessità all’inizio si manifestano … di lui si dice sia un re potente, indistruttibile, una specie di supereroe, persino refrattario alla morte. Quante domande, quanti dubbi si affollano nella mente, ma ormai è fatta, siamo sulla nave, dobbiamo ballare, fidarci e lasciarci condurre da questo forestiero.

Personalmente sono molto incuriosita dalla sua personalità; mi hanno sempre attratto gli uomini un po’ originali, fuori dalle righe e devo ammettere che questo Jeshua lo è davvero. Dice delle cose fantastiche, incredibili, sicuramente un po’ “demodé” ma che turbano l’anima e contemporaneamente la attraggono. Predica di amare i propri nemici, parla di un regno non terreno, di amore, perdono, preghiera e vita eterna. Si circonda di gente anche poco raccomandabile … ma da quale pianeta arriva? È una persona reale..o abbiamo le traveggole? Eppure hanno preannunciato il suo arrivo secoli prima … Erano tutti matti questi uomini profetici?

Riflettendoci … proprio no, in quanto hanno scritto, senza conoscersi e molto distanti nel tempo, particolari così precisi per identificarlo, realmente concretizzati in questo personaggio unico. L’atmosfera iniziale sulla nave comunque è galvanizzante: ognuna di noi, col proprio vissuto, è turbata e, a tratti, confusa. Cerchiamo di rendere accettabili alla mente questioni che, a onor del vero, sembrano totalmente irrazionali. La partenza è lenta e faticosa; non tutte mostriamo fiducia in questo super comandante e la nave procede lenta, arranca, si arresta ma non retrocede. La fiducia è una qualità fondamentale per noi esseri umani: abbiamo necessità di appoggiarci ad un medico capace se ci ammaliamo, di un buon insegnante se siamo studenti, di un amico sincero con cui confidarci quando siamo afflitti.

Questo Jeshua meriterà la nostra fiducia? Il suo curriculum è eccezionale: sa trasformare l’acqua in vino, moltiplicare pani e pesci, guarire infermità, addirittura risvegliare chi è mancato e … ciliegina sulla torta … è venuto sulla terra a morire e risuscitare per amore nostro, per garantirci una vita senza fine! Questo concetto mi scuote interiormente, mi procura brividi di gioia e commozione. Com’è possibile che abbia compiuto tutto questo? Non siamo avvezzi a tanta bontà e generosità! Eppure è tutto vero e documentato ed esiste un libro speciale, chiamato Bibbia che lo conferma. Quindi, care marinaie, non stiamo prendendo lucciole per lanterne; nell’intimo del nostro cuore si apre uno spiraglio di luce, un chiarore in fondo al tunnel delle paure e dei dubbi iniziali. Così decidiamo di fidarci di questo condottiero controcorrente e ci lasciamo trasportare in quest’avventura vibrante, emozionale e spirituale che ci condurrà sulla rotta di una terra inesplorata: un luogo di luce, gioia, pace e speranza. Oltretutto sulla nave possiamo contare sul sostegno di un ufficiale gentiluomo che, con le sue conoscenze di autentico lupo di mare, ci ragguaglia costantemente rispetto agli spostamenti e alle vicende che dovremo affrontare.

Ed allora, carissime compagne di avventura … forza e fiducia … avanti tutta a dritta, con il nostro capitano regale, verso “l’Isola che c’è …”… altro che favole e Peter Pan!

Anche l’ateismo è una religione

Anche l’ateismo è una religione

Un giorno stavo leggendo un articolo su un giornale nella pagina dedicata al “botta e risposta”. Una mamma si lamentava del fatto che suo figlio, alle elementari, dovesse rimanere in classe durante l’ora di religione, pur avendo chiesto l’esonero, perché non avevano sufficienti insegnanti per portarlo fuori dalla classe. Questo la faceva infuriare. Il problema non stava nel fatto che fosse di un’altra religione ma nella decisione di allevarlo in modo ateo così che, da grande, potesse scegliere se e quale religione seguire. Ma se deve scegliere in modo coerente – gli obiettò il titolare della rubrica – deve conoscere almeno a grandi linee. No – rispose – perché poi gli fanno il lavaggio del cervello e non può più tornare indietro. Lui deve imparare a credere nella scienza, nell’uomo ed essere il creatore di se stesso libero da tabù e regole morali.

Quelle parole mi fecero riflettere: anche l’ateismo è una religione!

Ma andiamo con ordine.

  • La scienza non ha dimostrato né confutato l’esistenza di Dio per cui anche il sogno positivista di ridurre Dio ad una formula matematica è svanito.
  • Credere nella scienza e nella ragione è comunque credere in qualcosa di astratto per cui passiamo dal credere in Dio a credere in certezze assolute con la fondazione di una religione scientifica i cui cardini basilari, come Big Bang o evoluzione, non possono essere dimostrati o riprodotti perché la sintesi di tutti i dati non si appoggia né ad esperimenti né a modelli matematici. 
  • Spostare il centro da Dio all’uomo non significa che Dio non esista ma semplicemente che scegliamo di guardare da un’altra parte: è come quando, facendo una fotografia, scegliamo di mettere a fuoco un dettaglio e sfuocare lo sfondo. Esso resta lì (anche se noi lo vediamo male) e ci permette di esaltare quel dettaglio proprio sfuocandosi. 
  • Si pensa sempre che sia solo la religione a fare il lavaggio del cervello ma nessuno pensa mai per un attimo che anche la scienza possa farlo: lo ha fatto in passato e continuerà in futuro perché basata su schemi interpretativi fortemente influenzati dal consenso culturale.
  • L’uomo ha bisogno di punti fermi e di cardini nella sua vita. L’idea di libertà assoluta è un’utopia immaginaria non realizzabile. Diventa anarchia. Non sapere cosa è giusto e cosa no crea un senso di disorientamento e confusione per cui ci si limita a vivere senza operare scelte decisive.

Se l’uomo è un essere sociale come si può pensare che sappia “naturalmente” quello che è meglio per lui, e che lo sappia soprattutto oggi, in una società che ne fa il bersaglio di pratiche e comunicazioni di pubblicità e di marketing con una violenza e una forza di penetrazione senza precedenti? In nome della libertà si criticano le regole morali ma non si vede, in questa critica, che la nostra esistenza è già “regolata” dal Mercato (il più potente e pervasivo educatore di sempre) e che tale normazione avviene in silenzio, senza rispetto, senza motivazioni e senza possibilità reale di critica.

Nella mia vita ho conosciuto persone che si definiscono “atee” per svariati motivi. C’è chi non accetta che ci possa essere qualcuno che ha voluto la  Terra e la vita così come è ma preferisce pensare che ci sia stato un “Caso organizzato” che a forza di tentativi abbia prodotto questo risultato.

C’è chi non crede che affidarsi a Dio possa cambiare veramente le cose ma preferisce affidarsi a talismani, portafortuna, pratiche scaramantiche ecc. 

C’è poi chi rifiuta di accettare l’amore di Dio perché vuole essere libero di scegliere cosa fare, in base ai gusti del momento, e si trova sottomesso al potere, al lavoro, al denaro. C’è ancora chi non crede in un’altra vita perché “nessuno è tornato indietro a raccontarcelo”. Ed infine ci sono coloro che si definiscono atei non tanto perché non credono ma piuttosto perché odiano tutto quello che la religione rappresenta: obblighi, caste, rituali e chi più ne ha più ne metta … Sarebbe come se io rinunciassi a sposarmi perché mio padre non è stato un buon marito! Per esemplificare quanto detto sopra, ho elaborato una piccola tabella di confronto:

Credenti                                  “Non” credenti

– Dio – Creazione                    – Scienza – Big Bang

– Preghiera                             – Fortuna, amuleti,  malocchio …

– Peccato e caduta                – Evoluzione

– Leggi divine                         – Leggi umane

– Vita eterna                           – Fine di tutto

L’atteggiamento di non credere talvolta è un’illusione che nasconde un bisogno di credere in qualcosa di “meglio”. Vogliamo parlarne?

Alessia M.