Alla scoperta dei pesiticidi

Alla scoperta dei pesticidi

Il termine pesticida è caratterizzato dal suffisso “cida” che significa capace di uccidere. I pesticidi infatti sono microorganismi o sostanze chimiche utilizzate in agricoltura per eliminare tutto ciò che danneggia le piante coltivate (parassiti, acari, funghi e muffe) e compromette la loro produttività.

Il punto fondamentale è che, per eliminare i loro bersagli, i pesticidi agiscono non solo sulla struttura degli organismi nocivi ma interferiscono anche su quella di altri in modo indiretto: Ecco perché rappresentano un pericolo per la salute dell’uomo e dell’ambiente. Dal punto di vista umano possono nuocere al sistema nervoso centrale (malattie neurodegenerative) e agli apparati riproduttivi, essere la causa di tumori, come leucemie e melanomi, nonché arrecare danni alla salute infantile, a causa dell’esposizione. Il loro impatto sull’ambiente inoltre, è notevole, con contaminazione, non solo di frutta e verdura, ma delle acque, anche sotterranee e del suolo.
L’Italia purtroppo è il primo Paese d’Europa per uso di chimica in agricoltura, con utilizzi doppi rispetto a Francia e Germania.
Per questo è necessario creare consapevolezza ed elaborare nuove soluzioni naturali.

Tessere il futuro

Tessere il futuro

L’Italia è il paese della moda e i consumatori sono informati sulle tendenze dell’ultima stagione ma ignorano le condizioni di lavoro in Cina, India, Vietnam, Turchia, Romania … Paesi vicini e lontani dove si realizza il Made in Italy.
Indossiamo vestiti senza conoscerne minimamente la storia: un viaggio lungo come i fili del cotone, intrecciati, trama e ordito, d’ingiustizie e orrori. È fondamentale sensibilizzare i “consumatori occidentali” sulla complessità del settore: forse al momento di comprare l’ennesima maglietta avranno più strumenti per valutare il loro acquisto e le alternative possibili. Tra i tanti consumatori ci sembra importante coinvolgere bambini e ragazzi, consumatori di oggi e di domani. Questo percorso didattico ha lo scopo di fornire degli strumenti che siano da stimolo, perché ognuno possa interrogarsi, provare a capire come funziona questo mondo e trovare il proprio modo di abitarlo.

Teatro

Teatro

Cosa vuol dire teatro? La parola deriva da un vocabolo greco e successivamente dal latino “theatrum” e significa guardare, essere spettatore: era riferito sia all’edificio per le rappresentazioni drammatiche, che per le assemblee per pronunciare orazioni.

Il teatro ha origini antichissime, è una delle prime manifestazioni culturali dell’uomo. Nelle prime civiltà il teatro è legato a due termini: rito e mito. In occidente la storia del teatro parte dalla Grecia, culla della nostra civiltà. Il teatro è una finestra sul mondo, vuole rappresentare storie e trasmettere messaggi, per innescare un’apertura mentale nei confronti del nuovo e del differente, sviluppando modi di osservazione e di pensiero lucidi. Ecco l’importanza di celebrare la giornata mondiale del teatro, creata a Vienna nel 1961, durante il IX congresso mondiale dell’ Istituto Internazionale di Teatro (I.T.I). L’obiettivo è di  incoraggiare gli scambi nel campo della conoscenza e della pratica delle arti della scena; stimolare ed allargare la cooperazione fra le persone di teatro, al fine di sensibilizzare  l’opinione pubblica riguardo alla creazione artistica come mezzo per la comprensione reciproca ed il rafforzamento  dell’ amicizia e della pace tra i popoli.

La sindrome di Down

La sindrome di Down

La sindrome di Down (trisomia 21) è un disturbo cromosomico dovuto alla presenza di un cromosoma, il 21, supplementare, che causa deficit intellettivo associato a specifiche caratteristiche fisiche (viso rotondo, taglio orientale degli occhi, orecchie piccole, statura bassa, scarso tono muscolare).

Spesso sono presenti anche complicanze fisiche: cardiopatie, diabete, ipotiroidismo.
Questo difetto è congenito e non ereditario.
Le caratteristiche psicologiche sono molto variabili secondo la gravità più o meno lieve del ritardo mentale.
Non esiste una terapia specifica per la Sindrome di Down; si può comunque migliorare notevolmente la qualità di vita delle persone affette, con adeguate terapie riabilitative, fisiche e mentali per rendere più soddisfacente il loro inserimento sociale, scolastico e lavorativo.

Siamo diversi

Siamo diversi

Le differenze ci aiutano a crescere

Impariamo a riconoscerle

Tutte le persone sono diverse, con competenze e capacità differenti.

C’è chi è bravo a fare addizioni o a disegnare e chi, invece, lo trova molto difficile. Chi sa usare bene la parola, altri al contrario, che hanno difficoltà ad esprimersi verbalmente, addirittura è il loro punto di debolezza.

Ogni essere umano è un mondo a sé, unico ed ineguagliabile. I luoghi comuni e i preconcetti verso tutto quello che viene definito ” diverso” sono spesso gli ostacoli più complicati da superare. È importante insegnare ai bambini che possono trovare una via d’uscita: basta farsi coraggio, saper chiedere aiuto e non perdersi d’animo.

L’iperattività

L'iperattività

L’iperattività è un disturbo dell’età evolutiva da deficit di attenzione, spesso confuso o non riconosciuto perché identificato con la vivacità ed instancabilità proprie del bambino.

Si manifesta con impulsività, disorganizzazione, eccesso di attività motoria e mancanza di attenzione che non sono imputabili ad un deficit intellettivo. Anzi i bambini iperattivi presentano un’intelligenza superiore alla media ma hanno una grandissima energia fisica e mentale. Per la valutazione oggettiva è fondamentale affidarsi alla consulenza di uno specialista, il quale potrà confermare o smentire la diagnosi della “sindrome da deficit dell’attenzione e iperattività”. Lo psicologo, successivamente, imposterà le giuste direttive, per costruire un rapporto con il bambino, al fine di insegnargli a gestire i propri comportamenti e reazioni.

La pace

La pace

La pace è una condizione sociale, relazionale, politica, caratterizzata dalla presenza di armonia ed assenza di conflitti e tensioni.

Per costruire un mondo di pace occorre iniziare dal “nostro mondo”, cioè dagli ambienti in cui viviamo quotidianamente e collaborare con le persone che ci stanno accanto: genitori, amici, compagni di scuola, insegnanti, educatori, istituzioni. Ognuno è invitato a dare il proprio apporto per costruire un futuro migliore ed educarsi ai valori veri. Ogni gesto, ogni azione verso il prossimo, può costruire la pace. Il vero costruttore di pace è colui che fa il primo passo verso l’altro e questa non è una debolezza ma la dimostrazione di una grande forza: quella della pace.

La solitudine

La solitudione

La solitudine è l’evolversi di un’emozione non gestita.

È la paura dell’abbandono, il timore di rimanere soli e privi del legame affettivo, di perdere l’altro nonostante le cose vadano bene. È una paura che appartiene a ciascuno di noi. Spesso riattiva echi lontani di un bambino che ha vissuto una relazione genitoriale poco stabile, carente di gesti e parole amorevoli. Nell’adulto, quella parte bambina continuerà a prevalere, richiedendo cure ed attenzioni e  spesso lo condurranno a colmare i vuoti affettivi con relazioni sterili. Si può guarire dal proprio vuoto interiore accogliendo se stessi e focalizzando il proprio sguardo sul presente: nel qui ed ora, come unico tempo esistente.

La rabbia

La rabbia

La rabbia è un sentimento primordiale, di base, determinato dall’istinto di difendersi per sopravvivere nell’ambiente in cui ci si trova.

La rabbia quindi, inizialmente, ha una funzione adattiva per gli esseri umani. La rabbia può essere espressa o soffocata, diventando rabbia repressa.Ci sono varie sfumature e manifestazioni della rabbia: momenti di picco emotivo (collera) oppure picchi emotivi minimi (fastidio, irritazione). 
È fondamentale riconoscere quest’emozione, spesso causata da stress o eccessiva emotività, non reprimerla, ma trovare dei canali dove dirigerla, affinché non distrugga la persona e tutti quelli che le sono vicino.
Per allentare la tensione fisica, lo sport, l’attività fisica, la palestra sono utilissimi, oltre a varie tecniche di rilassamento come yoga, meditazione, aromaterapia, musicoterapia.
Qualora il malessere diventasse cronico e consolidato è necessario l’intervento di uno specialista di “psicoterapia cognitiva” per modificare abitudini e comportamenti errati.