Dalla nascita all’ultima cena

Dalla nascita all'ultima cena

La promessa di matrimonio dei Giudei era un legame molto più forte del nostro concetto occidentale di fidanzamento. In quasi tutti i sensi la coppia era considerata già sposata. Giuseppe era già indicato come marito di Maria e viceversa, eccetto che non vivevano ancora assieme e non si erano uniti sessualmente.
Secondo i costumi del tempo, ci voleva un divorzio per rompere questo fidanzamento. Immaginiamo, dunque, come potette sentirsi Giuseppe; doveva essere in profonda angoscia. Maria era incinta ed il bambino non era suo! Rivelarlo pubblicamente significava marchiare Maria di adulterio, a meno che la spiegazione dell’angelo apparso le fosse reale.
 
Tratto dal libro: “LO STRANIERO SULLA VIA PER EMMAUS”
Autore: John R. Cross
Editore: Goodseed

Resurrezione

Resurrezione

A volte, nel porre l’accento sul fatto che Gesù è veramente Dio, è facile dimenticare che egli è anche umano. La sofferenza non è stata un’esperienza estranea a Gesù, egli sapeva cos’era e sentiva davvero il dolore. Essendo Dio, sapeva quale sarebbe stata la futura agonia che stava per affrontare e perciò si sentiva sopraffatto dalla prospettiva dinanzi a lui. Con un’espressione intima che solo un figlio può avere con il suo caro padre, Gesù gridò:”Abba, Papà, per favore, trova un altro modo”. Ma poi fu disposto a sottomettere la sua volontà umana a quella del suo Padre celeste, e pregò: “la tua volontà sia fatta”.

Tratto dal libro: “LO STRANIERO SULLA VIA PER EMMAUS”

Autore: John R. Cross

Editore: Goodseed

 

Lo straniero

Lo straniero

Potremo fidarci di questo sconosciuto? Uno straniero al timone della nostra nave? Un po’ di perplessità all’inizio si manifestano … di lui si dice sia un re potente, indistruttibile, una specie di supereroe, persino refrattario alla morte. Quante domande, quanti dubbi si affollano nella mente, ma ormai è fatta, siamo sulla nave, dobbiamo ballare, fidarci e lasciarci condurre da questo forestiero.

Personalmente sono molto incuriosita dalla sua personalità; mi hanno sempre attratto gli uomini un po’ originali, fuori dalle righe e devo ammettere che questo Jeshua lo è davvero. Dice delle cose fantastiche, incredibili, sicuramente un po’ “demodé” ma che turbano l’anima e contemporaneamente la attraggono. Predica di amare i propri nemici, parla di un regno non terreno, di amore, perdono, preghiera e vita eterna. Si circonda di gente anche poco raccomandabile … ma da quale pianeta arriva? È una persona reale o abbiamo le traveggole? Eppure hanno preannunciato il suo arrivo secoli prima … Erano tutti matti questi uomini profetici? Riflettendoci … proprio no, in quanto hanno scritto, senza conoscersi e molto distanti nel tempo, particolari così precisi per identificarlo, realmente concretizzati in questo personaggio unico.

Questo Jeshua meriterà la nostra fiducia? Il suo curriculum è eccezionale: sa trasformare l’acqua in vino, moltiplicare pani e pesci, guarire infermità, addirittura risvegliare chi è mancato e … ciliegina sulla torta … è venuto sulla terra a morire e risuscitare per amore nostro, per garantirci una vita senza fine! Questo concetto mi scuote interiormente, mi procura brividi di gioia e commozione. Com’è possibile che abbia compiuto tutto questo? Non siamo avvezzi a tanta bontà e generosità! Eppure è tutto vero e documentato ed esiste un libro speciale, chiamato Bibbia che lo conferma. Quindi, care marinaie, non stiamo prendendo lucciole per lanterne; nell’intimo del nostro cuore si apre uno spiraglio di luce, un chiarore in fondo al tunnel delle paure e dei dubbi iniziali. Così decidiamo di fidarci di questo condottiero controcorrente e ci lasciamo trasportare in quest’avventura vibrante, emozionale e spirituale che ci condurrà sulla rotta di una terra inesplorata: un luogo di luce, gioia, pace e speranza. Oltretutto sulla nave possiamo contare sul sostegno di un ufficiale gentiluomo che, con le sue conoscenze di autentico lupo di mare, ci ragguaglia costantemente rispetto agli spostamenti e alle vicende che dovremo affrontare.

Lo Straniero

Le mie qualità nello stare bene con gli altri

Le mie qualità nello stare bene con gli altri

Assegnati un punteggio, da 1 a 10

  • sono paziente
  • so ascoltare
  • so giocare rispettando le regole
  • riesco a vedere il bello nelle persone
  • so capire le conseguenze di quello che faccio o dico
  • sono tollerante
  • sono un buon amico
  • so chiedere quello di cui ho bisogno
  • so esprimere i miei sentimenti
  • so capire i sentimenti degli altri
  • so perdonare
  • so chiedere scusa

Il cyberbullismo

Il cyberbullismo

Il cyberbullismo, come il bullismo tradizionale, è una forma di violenza e prevaricazione messa in atto da una persona o da un gruppo, contro una vittima. Avviene tramite tecnologie digitali e per essere tale occorre che sia prolungata e reiterata nel tempo.

È un fenomeno che interessa ragazzi e bambini di ogni età e genere, essendo in parte legato a bisogni della crescita espressi in modo problematico, come la paura di essere esclusi o la ricerca dell’ammirazione degli altri.
Sempre più, inoltre, bullismo tradizionale e cyber sono compresenti. Il cyberbullismo ha un pubblico potenzialmente enorme, anche se in parte può rimanere anonimo. Questo può spingerlo a colpire in modo ancora più aggressivo e violento, dicendo cose che dal vivo non direbbe. Le conseguenze possono essere gravi e persistenti come nel bullismo tradizionale, anche se non c’è contatto fisico.
Come genitori ed insegnanti è necessario essere informati per poterlo prevenire o per rispondere in modo adeguato.
Qualsiasi approccio educativo non può che partire dalla consapevolezza dei bisogni affettivi, sociali e di conoscenza che i bambini ed i ragazzi manifestano utilizzando internet e tecnologie digitali. L’interazione tra scuola e famiglia costituisce un potente mezzo per agevolare la prevenzione del bullismo e del cyberbullismo: lo stabilisce anche una legge, la 71/2017 che fornisce “Disposizioni a tutela dei minori per prevenire e  contrastare il fenomeno del cyberbullismo”.

Metti giù le mani

Metti giù le mani

Il termine bullismo indica e riassume una vasta ed eterogenea serie di comportamenti di prevaricazione e sopraffazione, posti in essere da uno o più soggetti, nei confronti di una persona individuata come bersaglio di violenze verbali e spesso anche fisiche.

È un fenomeno particolarmente allarmante non solo per i gravi fatti di cronaca che periodicamente attirano l’attenzione degli organi di stampa, ma anche e soprattutto per la sua notevole diffusione all’interno di un’ampia fascia della popolazione in età scolastica.

Banane – nelle piantagioni diritti umani violati

Banane – nelle piantagioni diritti umani violati

Nei supermercati costano pochi euro ma il prezzo pagato dai contadini per produrre le banane è altissimo: salari bassi, diritti sindacali negati, poca trasparenza, pesticidi in abbondanza. Dall’Ecuador alle Filippine, i braccianti soffrono lo strapotere di grossisti e grande distribuzione. 

L’Ecuador è il principale esportatore mondiale di banane: su 18 milioni di tonnellate commercializzate nel 2017, secondo la FAO (Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura), oltre 6,5 milioni sono arrivate dal piccolo Paese del Centro America. Nel 2016 il salario minimo era di 366 dollari al mese, ben al di sotto della spesa media di una famiglia, pari a 687 dollari. I braccianti spesso non ricevono una busta paga e non sono quindi in grado di verificare l’equità della somma ricevuta dai datori di lavoro. Stessa situazione nelle Filippine, primo esportatore di banane dell’Asia e tra i primi cinque a livello globale, dove la ricchezza prodotta dall’industria delle banane, non arriva agli agricoltori: sei contadini su dieci, attivi nel comparto, fanno fatica a sfamare la famiglia. Accordi contrattuali ingiusti, nessun diritto per gli agricoltori che non hanno competenze legali per comprendere i contratti e le loro implicazioni. Inoltre tutti i lavoratori sono esposti all’inquinamento causato da un uso massiccio di pesticidi che in Ecuador sono vaporizzati sulle piantagioni tramite aerei. Nonostante il governo raccomandi di attendere almeno 12 ore dal trattamento, prima di rientrare nei campi, i braccianti vengono di nuovo mandati a lavorare solo dopo due ore, esponendoli così a gravi effetti per la salute.

La banana

La banana

Il banano è una specie botanica originaria dell’Africa, esportata nei diversi continenti dopo le conquiste coloniali. Attualmente, oltre che in Africa, è coltivato in maniera intensiva in altri tre continenti: America, Asia ed Oceania. I maggiori produttori mondiali sono: Ecuador, Colombia, Costa Rica, Repubblica Dominicana, Guatemala e Brasile.

Il banano, non molti sanno, si può coltivare anche in Italia, soprattutto al Sud dove gli inverni sono meno rigidi. Da parecchi anni infatti, queste piante si coltivano con successo in Sicilia e sulle coste della Calabria. I cambiamenti climatici in atto stanno modificando inevitabilmente il corso delle stagioni e le piante che un tempo consideravamo “esotiche”, oggi si sono adattate al clima mediterraneo.

Il banano (il cui nome scientifico è Musa Acuminata e Musa Balbisiana) viene comunemente scambiato per un albero, ma in realtà è una pianta appartenente alla famiglia delle Musaceae. I suoi frutti, le banane, sono conosciute e consumate in tutto il mondo e l’Italia è uno dei maggiori importatori. Le banane sono un frutto amico del cuore, ripristinano le riserve di liquidi e nutrienti, proteggono lo stomaco, abbassano la pressione e potenziano le difese immunitarie. Inoltre contengono una quantità elevata di potassio, pari al 10% del fabbisogno giornaliero, minerale che agisce su ipertensione e malattie correlate, oltre a vitamine come la B2, PP, B6, fondamentali per la regolazione degli ormoni sessuali. 

Sono frutti amidacei che non fanno ingrassare e costituiscono un ottimo spezza fame.

Un galeone carico di …

Un galeone carico di …

I primi uomini si nutrivano di erbe, frutta e radici selvatiche.

Circa cinquemila anni fa, cominciarono a piantare in piccoli appezzamenti di terra i cavoli, le rape, le lenticchie, le fave, i cetrioli, l’aglio. Asparagi e carote, invece, sono coltivati solo da duemila anni. Nel corso dei secoli, i coltivatori hanno trasformato delle piante selvatiche in verdure e legumi: dal cavolo selvatico diffuso lungo le coste europee sono derivati i cavolfiori, i cavolini di Bruxelles, i broccoli, i cavoli verdi e rossi. In ogni epoca i viaggiatori che hanno percorso il mondo spingendosi sempre più lontano, hanno riportato dai loro viaggi piante e legumi sconosciuti. I nostri antenati non conoscevano il pomodoro, né la patata o i fagioli. Questi ortaggi, coltivati da tempo dagli indigeni dell’America Centrale e Meridionale, sono stati introdotti in Europa quattro secoli fa. Il pomodoro fu dapprima considerato una pianta decorativa. Solo più tardi ne vennero apprezzate le qualità alimentari. Ora è uno degli ortaggi più diffuso al mondo. Oggi non si scoprono più nuovi frutti o legumi, ma ricercatori, nei loro laboratori, lavorano per ottenere piante più produttive definite O.G.M (organismi geneticamente modificati).

Il pomodoro

Il pomodoro

Lo sapevate che …

Il pomodoro è stato diffuso in tutto il mondo dopo la scoperta dell’America. I primi esemplari erano gialli (da qui il nome pomo … d’oro): all’inizio non ebbero molto successo, venivano usati solo a scopo ornamentale. Quando finalmente se ne compresero le qualità, il successo fu enorme e da allora la cucina di tutto il mondo continua ad inventare nuove ricette. L’Italia è uno dei Paesi dove il pomodoro è re, a cominciare dalla salsa con cui condiamo la pasta. Molte varietà: Perini e San Marzano per i pelati, Cuor di bue, Sardi e Ramati da mangiare crudi, Ciliegini per i sughi freschi, da industria per le salse. Ci sono anche gialli, arancioni, a strisce gialle e rosse. I pomodori sono buoni dappertutto: sulla pizza, nella caprese con mozzarella e basilico, con il pesce e con la carne. E si usano anche quando sono verdi per fare la marmellata o una salsa agrodolce e piccante di origine indiana.