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Il potere delle parole

Gli esseri umani nascono in organizzazioni di altri esseri umani che veicolano significati attraverso parole organizzate in linguaggi e così l’intera vita dell’essere umano è immersa nel linguaggio e NON può prescindere dalle parole nemmeno quando un individuo solo non
esprime niente a nessuno! Ovvero, oggi l’essere umano non potrebbe vivere senza un linguaggio né parole. Stai pensando che non è vero?

Ecco! Per pensarlo hai utilizzato parole e significati che già sai …

La domanda da brivido, semmai, è: perché l’essere umano ha sviluppato un linguaggio articolato sulla parola? Ma qui si sconfina troppo, si va oltre la semantica, oltre la glottologia, oltre la linguistica e la semiologia. Io la chiamerei antropologia ontologica e ho motivi ben precisi per farlo … Basti solo, provocatoriamente, insinuare che l’unica antropologia ontologica basata sulla parola è quella descritta dalla BIBBIA: (Giovanni 1:1-5)

Nel principio era la Parola, la Parola era con Dio, e la Parola era Dio. 2 Essa era nel principio con Dio. 3 Ogni cosa è stata fatta per mezzo di lei; e senza di lei neppure una delle cose fatte è stata fatta. 4 In lei era la vita, e la vita era la luce degli uomini. 5 La luce splende nelle tenebre, e le tenebre non l’hanno sopraffatta.

Quando si rilegge Genesi 1:1-31, si scopre il modo (il COME) in cui il progetto di creazione di Dio è stato attuato, includendo l’essere umano, il quale, per eccellenza “a Sua immagine”, è esso stesso intriso di Parola, quando lo si possa considerare vivo. Quella è l’unica parola su cui si possa speculare come (o SE) sia pure Essere, quale e quanto Potere abbia e come abbia prodotto l’esistenza, ovvero la vita sulla
Terra. Da altre fonti o da altri sistemi (filosofici, scientifici o religiosi), invece, non è dato di sapere, anzi essi sono “oscuri come la notte in cui tutte le mucche sono nere”, quanto ad antropologia ontologica.

Matteo L.